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Ducati Monster 1200R: DNA racing

LA PROVA - Potente e agile, ha ciò che serve per divertirsi su strada e in pista. Prezzo: da 18.490f.c.Motore che fa della linearità la sua dote vincente. Ciclistica al top anche grazie al pacchetto Ohlins

Il profumo d'asfalto, la luce del sole che si riflette sulla striscia  nera di primo mattino, restituendo toni tenui, ma che allo stesso tempo colpiscono lo sguardo. Una saracinesca di box che si alza e moto dalla rossa livrea che pian piano, spinte dai meccanici, iniziano a mettere le ruote sulla pit lane. Poi senti il guaito del motorino d'avviamento seguito subito dal borbottare cupo, quasi sornione, dei pistoni mentre qualcuno se ne prende cura, svegliandoli dal torpore della notte, richiamandoli al loro lavoro.

Siamo a Ronda, in Andalusia, e la nuova Monster1200R si presenta. Sbuca da un box, aggressiva, affilata, come la migliore delle supersportive, ma senza incutere timore. Rispetto, quello si, perchè si parla pur sempre di un motore da 160 cv ed una ciclistica svelta ed affilata quasi come una race replica, ma il largo manubrio ti fa capire che con lei l'approccio sarà molto amichevole, quasi un invito a divertirsi, senza pensare troppo ai tempi sul giro.

Si perchè la maxi naked Ducati, ha in questo una sua grande dote. La guardi e ti cattura per l'aggressività che sa esprimere con le sue forme. Forme compatte, con il codino dalle linee snelle e veloci, che ben si accoppia ad una parte anteriore più muscolosa. Un complesso estetico che la rende naked o race replica a seconda dell'angolazione da cui la si osservi.

Esprime carattere racing, ma poi leggi il nome sul serbatoio e capisci che è pur sempre un Monster, un mezzo che oltre al design,  da sempre fa della versatilità e facilità d'uso i suoi cavalli di battaglia. Ed in questa  1200R non è da meno dalle altre sue sorelle. Per saperne di più sulle modifiche apportate alla 1200R vi rimandiamo alla nostra analisi tecnica.

Giro di chiave, la strumentazione TFT inizia la sua giostra , colpo sullo "start" e la musica inizia.

IL "ROSSO" CHE SALE - L'Ascari Race, è un circuito se vogliamo atipico rispetto agli standard. E' un tracciato che si snoda per oltre 5 km in un dedalo fatto di rettilinei, secche chicanes, curve in forte parabolica e "esse" medio veloci. Un tracciato che per volere dello stesso realizzatore, riproduce le curve ed i tratti più belli e caratteristici dei circuiti più famosi del mondo: c'è un Cavatappi , stile Laguna Seca, curvoni in parabolica sui canoni dei tracciati Nascar. Sembra fatto apposta per esaltare le qualità dinamiche di un mezzo come il Monster1200R, che fa della guida sportiva il suo credo, mixando stabilità e maneggevolezza, abbinando il tutto a doti di motore decisamente gasanti.

Si innesta la prima e si esce dai box. Giro di riscaldamento e poi si inizia a spingere. Appena apri il gas ti rendi conto che il lavoro fatto sul motore per aumentarne in cavalli, ma allo stesso tempo rendere regolare la curva di coppia ha dato i frutti sperati. Il bicilindrico Testastretta si mostra lineare e pieno già ai bassi, con una progressione della potenza senza strappi, con il tiro che si avverte deciso da quota 2500giri, per poi irrobustirsi una volta arrivati sui 5000giri. Per tutto l'arco di erogazione non si avvertono strappi o sussulti. Pronto al richiamo del gas, non mette mai in crisi. Il picco di coppia massima è stato spostato 1000 giri più in alto rispetto alla S, e questo ne esalta l'efficacia in pista che si traduce con un buon allungo.

La ciclistica è da sportiva di razza. Merito si delle sospensioni Ohlins, ma anche di un bilanciamento generale azzeccato, con masse ben concentrate nella parte centrale del mezzo. La maggiore altezza (+15mm rispetto alla S) e il minore interasse (-2mm) l'hanno resa più guizzante e immediata da gestire. Non affatica nel guidarla, anche se forse il setting di base delle sospensioni per noi che veleggiamo sugli 83kg, appare morbido sopratutto per la forcella. L'avantreno ci trasmette sulle prime una sensazione di eccessiva leggerezza e affondamento, quindi impostiamo due click di compressione alla Ohlins anteriore, indurendo anche il mono per cercare di avere più sostegno anche nelle forti accelerazioni fuori dalle svolte lente. La risposta delle regolazioni è degna di lode e la guida migliora decisamente. Grazie anche alla copertura da "200" al posteriore il grip in piega sembra inesauribile, e l'erogazione fluida ma corposa del motore contribuisce a dare una grossa mano. Sia che si esca da lenti uncini si che ci si trovi sui veloci tratti, la spinta del motore la senti, si fa strada, ma senza scomporre la ciclistica.

La si guida in modo sciolto la 1200R. La diversa conformazione della sella permette di muoversi agevolmente con il corpo negli gli inserimenti in curva o in accelerazione. In frenata è solida e rigorosa, con l'impianto Brembo lungi dall'andare in difficoltà, anche nelle forti decelerazioni.

Condurla in pista viene naturale, con il limite davvero alto e giro dopo giro spingi sempre più fidandoti ciecamente della ciclistica, davvero degna della migliore tradizione sportiva Ducati. Qui però abbiamo il giusto compromesso, per una moto che può tranquillamente dire la sua su strada, anche se i cordoli di un tracciato sono il meglio per tirare fuori l'anima del mostro in salsa R.

DEBRIEFING - L'obbiettivo di creare una macchina sportiva/stradale da parte degli uomni Ducati sembra azzeccato. Le migliorie e gli affinamenti  che contraddistinguono la versione R dalle altre Monster di famiglia, ne hanno esaltato la sportività, ma senza troppo sbilanciarsi su una carenza di fruibilità su strada. Le moto è decisamente efficace nelle svolte, con un handling che sulle prime sembra quasi eccessivo, con i piedi che stringono maggiormente la moto rispetto alla S sembra quasi più piccola. Ma basta prendere le misure e tutto si cuce attorno ad una guida sportiva, senza essere però troppo esasperata. Non è un mezzo dall'indole prettamente pistaiola, ma nemmeno una stradale pura. E' grintosa, ma allo stesso tempo amichevole, un mix azzeccato tra le due realtà.

La nuova Ducati Monster1200R arriva nelle concessionarie a partire da gennaio 2016 ad un prezzo di 18.490euro f.c. Disponibile anche in versione "Black" a 18.690 euro f.c.. Ricco catalogo di accessori per chi volesse aggiugere ancora più grinta.


Per goderci il carattere e la guida della nuova Ducati Monster 1200R abbiamo utilizzato:

Casco AGV CORSA: Anziché progettare a partire dalla calotta esterna, AGV STANDARDS, modello del quale il CORSA fa parte, inizia dalla testa del pilota le cui misure sono tradotte in un formato digitale, tramite una scansione laser. La scansione tridimensionale è una tecnologia estrememante precisa (al decimo di millimetro) che permette la trasformazione in dati digitali delle forme antropomorfe e successivamente condurre studi puntuali sulla fisionomia umana che sono il punto di partenza per la progettazione delle parti del casco a contatto con il viso. Il casco, riprodotto in tutte le sue parti mediante un modello matematico, consente l’effettuazione di analisi FEM (Analisi agli Elementi finiti) che simula al computer una serie di crash test che riproducono non solo i test di omologazione ma anche prove secondo i più severi standard di AGV.

Tuta Dainese Avro D1 Div: Sportività e aggressività per questa tuta caratterizzata da un bel rapporto qualità prezzo. Elevate le finiture così come la qualità del pellame. Un plus di sicurezza lo troviamo nelle portezioni in alluminio presenti sulle spalle.  Comfort e mobilità nella guida più sportiva sono assicurate dagli ampi inserti elastici e dalla fodera 3D Bubble.

 

Guanti Dainese CARBON COVER: Anima racing e aggressività caratterizzano questo guanto corto in pelle bovina, pensato per aggredire l’asfalto in sella alla propria moto godendo di un’ergonomia e protezione di alto livello, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’ergonomia studiata per la guida sportiva. Dotato di inserti compositi in fibra di carbonio sulle nocche, sulle dita e costruzione del mignolo rinforzata con inserti in TPU, Carbon Cover ST è la scelta dell’utente sport tourer più esigente. Palmo in pelle di capra, costruzione con un pannello unico di pelle a protezione delle cuciture sul taglio della mano, cinturino antiscalzamento e foratura sul lato interno delle dita completano questo guanto disponibile anche in versione Lady.

 

 

 

Stivali Dainese TR-Course Out: Tecnologia ed ergonomia si fondono con un design aggressivo, modellato sul piede del pilota. Questo stivale racing in microfibra con foratura piazzata offre grande sicurezza, grazie al sistema antisupinazione snodato D-Axial in poliuretano termoplastico, che insieme al tallone ammortizzato, al paratibia anteriore e posteriore, al tallone in TPU, nonché al sottopiede e puntale in nylon, creano una struttura protettiva a 360°. L’utilizzo del resistente ed elastico materiale D-Stone, la regolazione del polpaccio ed i soffietti elastici garantiscono una vestibilità unica per un prodotto di questo segmeto. Suola a texture differenziata ed inserti in TPU sul fianco interno dello stivale consentono, infine, un elevato grip e sensibilità durante la guida.

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