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MotoGP, Pedrosa: ho battuto il 'maestro' Rossi

"Il corpo a corpo era uno dei miei punti deboli". Marquez a terra: "colpa mia, vorrei pensare già al 2016"

Dopo le prime schermaglie tutti si aspettavano il solito finale, Pedrosa battuto e Rossi trionfante. Dani si è preso la sua rivincita nel GP di casa e i complimenti del Dottore che ha riconosciuto la sua superiorità.Ci voleva un risultato del genere dopo alcune gare difficili - dice lo spagnolo - Senza dubbio è stato uno dei duelli più belli della mia carriera. Rossi è un maestro nel corpo a corpo, che invece è uno dei miei punti deboli”.

Ad Aragon si è riscattato.

“Non è stata una gara semplice all’inizio, con il serbatoio pieno non avevo grande fiducia nell’anteriore e ho perso troppo tempo dietro a Iannone - racconta - Dopo avere visto cadere Marquez sono stato cauto per due o tre giri, per portare bene in temperatura la gomma davanti. Poi è andata meglio”.

Ed è incominciata la lotta.

Sentivo Valentino alle mie spalle, il rumore al suo motore nella seconda parte delle curve. Sapevo che era vicino - continua - Quando mi ha superato gli ho subito risposto, la moto non mi permetteva di essere il più veloce in pista ma avevo un buon controllo. Rossi è fortissimo nella lotta, riesce a modificare le traiettorie e cambiare i punti di frenata. Ma potevo rispondergli, mi sono divertito”.

I suoi meccanici lo incitavano dai box con messaggi criptici sulla tabella.

Erano abbreviazioni di parole italiane, ma non sta bene dirle”, ride.

I problemi della Honda però non sono per questo spariti.

Stiamo faticando più del passato, questa è una pista in cui mi aspettavo di essere più competitivo ma così non è stato - sottolinea - E’ ancora facile finire a terra quando si passa il limite, come è successo a Marc”.

La caduta di Marc MarquezIl piccolo diavolo si è cosparso il capo di cenere dopo la scivolata al secondo giro (qui sotto trovate la sequenza fotografica dell’incidente). Ancora una volta Marquez si è fatto prendere dalla foga e ha collezionato la quinta caduta in 14 gare, “lo so, sono troppe per chiunque. Spero di averne fatte anche per il prossimo anno”, ha detto.

La delusione è sincera.

Chiedo scusa sia alla squadra che ai miei tifosi. E’ stato completamente un mio errore e mi spiace perché avevamo lavorato bene e potevo lottare per la vittoria - ammette - Ero nel GP di casa e dopo una stagione difficile volevo dare il massimo non avendo più nulla da perdere. Ho spinto troppo per riprendere Lorenzo e probabilmente non ce n’era bisogno, lo avrei raggiunto ugualmente. La gomma anteriore non era ancora in temperatura e sono finito a terra, colpa mia”.

L’occasione era ghiotta.

“Non mi preoccupava la velocità di Jorge, potevo stare con lui - sottolinea - Devo fare i complimenti a Dani, però ho notato che anche lui a inizio gara ha faticato a inizio gara con l’anteriore e alla fine al posteriore. Yamaha è ancora un passo avanti. Nelle rimanenti gare dobbiamo continuare a lavorare, non vedo l’ora di finire questa stagione e pensare alla prossima”.

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