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SBK, Ducati e Kawasaki: Aprilia, lotta con noi

Parlano i manager Marinelli (Ducati) e Roda (Kawasaki): “Un peccato se lasciassero la SBK”

Lo sport è fatto di rivalità. Sono i più degni avversari a spingersi reciprocamente oltre le proprie capacità ed a ridefinire i limiti. La storia è piena di esempi, e le corse non fanno eccezione. Pensiamo a Senna e Prost, o Rainey e Schwantz, solo per citarne un paio. E l’eventualità che il prossimo anno non ci siano RSV4 – moto che ha raccolto sette titoli negli ultimi cinque anni tra Piloti e Costruttori –  nella griglia della SBK spaventa non soltanto Dorna, ma anche i Costruttori rivali. Soprattutto Ducati e Kawasaki, che negli ultimi anni hanno ingaggiato con la Casa di Noale sfide avvincenti in pista e nel Reparto Corse.

“Sarebbe un peccato se Aprilia lasciasse la top class e spero che non succeda – ha commentato il responsabile del progetto Ducati SBK, Ernesto MarinelliPiù competizione c’è nel campionato e meglio è. Le gare sono più belle e le vittorie più soddisfacenti”.

A pesare sulla decisione di Albesiano & co. sono, come quasi sempre accade, questioni di budget. Aprilia ha lanciato la campagna MotoGP con un anno di anticipo e, come prevedibile, la strada da percorrere era in salita. Dopo una stagione di rodaggio, la squadra sta lavorando alacremente allo sviluppo del nuovo prototipo, che sta assorbendo la stragrande maggioranza delle attenzioni e delle risorse del Reparto Corse.

“Sono decisioni che spesso vanno al di là dello sport in sé, ed è difficile giudicare dall’esterno – ha aggiunto Marinelli – Anche noi di Ducati abbiamo lasciato in forma ufficiale in passato. È difficile impegnarsi in due campionati contemporaneamente, e soprattutto farlo ad alto livello. Servono risorse umane ed economiche”.

Kawasaki, per contro, ha adottato una strategia opposta, lasciando un motomondiale (in forma ufficiale, al termine del 2008) dominato da Honda, Yamaha e Ducati per concentrarsi sempre più nelle derivate di serie, dove lotta stabilmente ai piani alti dal 2012 ad oggi.

“Mi dispiacerebbe se andasse a finire così – ha dichiarato il team manager di Kawasaki Provec, Guim RodaKawasaki ha preferito negli ultimi anni investire sulla SBK, che richiede anche cifre più basse del motomondiale, per vincere. Altri magari preferiscono lavorare sui prototipi e si accontentano di fare punti. Sono scelte strategiche. Dettate dalle logiche di mercato”.

L’appello dei rivali è stato lanciato. Non resta che trovare una struttura esterna disposta a prendere in carico la gestione. I candidati (Althea e 3C in primis) non mancano, ma l’accordo sulle cifre sì, e il tempo è tiranno.

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