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Honda RC213V-S: Ron Haslam la prova per noi

LA PROVA - In esclusiva Rocket Ron: impressiona stabilità e maneggevolezza. Meccanica sopraffina

Honda RC213V-S: Ron Haslam la prova per noi

Esistono momenti, nella vita di un pilota, che rimangono impressi, scavati nella mente. Li puoi notare dagli occhi, dallo sguardo. Una staccata, un'accelerazione, una piega. Una fortuna per chi li può provare ed affrontare.

Quando poi te li raccontano, ti offrono quel pezzo di animo che serve per poterti rendere partecipe di un qualcosa di straordinario, letteralmente fuori dall'ordinario.

L'avevamo chiamata 'Elogio della Follia' e non poteva essere altrimenti la Honda RC213V-S. L'acme delle moto da pista, il ribaltamento della prospettiva, talmente fuori da ogni standard da essere amata o criticata, ancor prima di vederla in azione. Pochi, pochissimi eletti per poterla provare.

Pressapoco come i futuri proprietari sia chiaro, visti i 188.000 euro per la versione base, più i 12.000 extra per il pacchetto Sport ovviamente.

Ecco perchè un tester comune non era sufficente.

Serviva un razzo. Vero, mica a parole.

Ecco perchè a Valencia c'era Rocket Ron Haslam a riferirci le sensazioni di guida della figlia della RCV di Marquez. Si ok, forse è più quella di Hayden, ma volete mettere? Stiamo parlando di un mezzo fatto praticamente a mano, con un telaio sfornato proprio da HRC. Gli stessi pezzi della moto campionessa del mondo, poco da aggiungere.

Non c'è il seamless? Poco importa. Già perchè senti le parole di uno che ha corso il mondiale 500 negli anni d'oro, che ha vinto 7 volte Macao, e vedi il sorriso di chi ha avuto tra le mani un mezzo unico. Sempre con la calma, la pacatezza da perfetto Inglese.

Non sapevo bene cosa attendermi, ma devo essere sincero: mi ha stupito per vari motivi. Una volta che sono entrato in pista, dopo pochissime curve ho percepito subito un'incredibile leggerezza. Le primissime impressioni? E' assolutamente veloce nella sua manovrabilità, e poi il motore, che nella versione base impressiona si, ma per la sua delicatezza"

Ron parla della versione da 159 cavalli, il cui punto forte - evidentemente - è la sfuttabilità, non avendo una potenza da prima della classe. Anzi. D'altro canto, avevamo analizzato la questione, e la potenza - per rientrare nelle normative - non era un pensiero di Honda nel realizzare questa moto. Volevano usare schemi, architetture, pezzi e motore dell'esemplare Motogp, e questo ne era lo scotto da pagare

"All'inizio mi attendevo una moto più copiosa. Un motore che non fosse dolce, morbido, invece è proprio cosi. Il bello è che le puoi 'tirare il collo' oppure andare più fluido e morbido. Lei comunque ha potenza per poter andare forte, e tirarti fuori dalle curve.

La cosa che più mi ha colpito è sicuramente l'handling, la manovrabilità. Questa è una moto da corsa d'accordo, ma è facile, sfruttabile. Sul circuito di Valencia, tortuoso, con curve e rampini di raggio differente, ma anche con curve in appoggio più veloci, il  banco di prova era evidente. E' velocissima da far girare, talvolta perfino troppo veloce. Con una coppia cosi morbida, il tutto riesce in maniera estremamente facile. In questa versione è una moto 'easy to ride'"

"Che questa sia una vera e propria moto da corsa te ne rendi conto dal fatto che sia incredibilmente stabile, ma al contempo incredibilmente veloce e reattiva nello scendere in piega. Il peso, il baricentro si trova molto in basso e questa è una qualità che permette di far tanto, mantenendo stabilità e ruote a terra. Si, è quanto di più stabile esista".

"I motore cosi morbido è la prima variante. Mi era piaciuta, e tanto, la comunicatività con cui riuscivo a gestire la potenza. Non sembrava quasi di avere un ride by wire all'acceleratore, quanto piuttosto un acceleratore a cavo. E' cosi che deve essere, è così che ci si deve sentire: con il gas perfettamente in mano".

Certo, poi sali in sella alla moto con le gomme Bridgestone V02 slick, e con il packing extra, lo sport kit e la musica cambia.

Ho corso con moto da 500cc, ho fatto podi, ma posso assicurare che con la potenza portata a 215 cavalli, dieci chilogrammi di peso in meno, un cambio da corsa, è tutto un altro mondo. Quel suono roco, cupo che apre mano a mano che si spalanca il gas è qualcosa di sublime.

E' esattamente lo stesso suono della moto di Marc Marquez. Decisamente qualcosa di sopraffino. E' vero, un minimo ti impressiona all'inizio, ma bastano poche curve che si comprende immediatamente come questa moto rimanga 'amichevole' nelle reazioni.

Sì potente, cattiva, perfino rabbiosa con quella potenza che scalcia, ma sempre in maniera pulita ed elegante. Non potrebbe esser altrimenti, è una Honda. Ora certo, le ruote non rimangono più sempre incollate saldamente al terreno, ma è indubbio come la stabilità resti un qualcosa di esclusivo.

Mai visto una moto in vendita al pubblico in grado di offrire un livello cosi alto e, al contempo, la velocità enorme con cui scende in piega. Chiude le curve con il gas perfettamente, con un'elettronica che ora aiuta senza essere invasiva. Ecco, forse nella versione standard lo era un pochino troppo. Qui, in questo Olimpo delle due ruote, abbiamo nove livelli di controllo della potenza, o l'anti-impennamento tanto per dire, ma entrano sempre in maniera smooth, liscia, pulita, ma al contempo veloce. Il risultato è che questa moto è un qualcosa di unico, divertente, neutra.

Potenze, cavalli, costi si....la qualità meccanica, la precisione del telaio, la componentistica non sono un qualcosa di riconducibile solo ai numeri, ai dati. Questa è una vera Motogp con targa e fanali. Senza ombra di dubbio".

Parole -e  sguardi nel raccontarle - di Rocket Ron.

 

Per saperne di più sulla Honda RC213V-S

- L'ELOGIO DELLA FOLLIA DI HONDA

- HONDA RC213V-S : PRONTA AL DEBUTTO

- RC213V-S vs DESMOSEDICI RR: SOGNI DALLE CORSE

- HONDA RC213V-S DALLA PISTA ALLA STRADA

 

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