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MotoGP, Rossi e Lorenzo: esperienza batte velocità

I punti di distanza sono 23 e 125 quelli ancora da assegnare. La fortuna aiuta solo chi ne sa approfittare

Cosa serve per vincere un titolo mondiale? Velocità, esperienza, fortuna, meglio ancora tutte queste tre caratteristiche sapientemente miscelate. Basta ne manchi una e le possibilità si riducono. Lorenzo non ha detto nulla di sbagliato dopo il GP di Misano: “in questo momento io e Marquez siamo più veloce di Rossi, ma è lui davanti”.

Questo non significa che Valentino sia ‘lento’, anzi, perché non si sale sul podio di 12 GP su 13 e non se ne vincono 4 se ‘si va piano’. Però è vero che Jorge, almeno nelle ultime due gare (Silverstone e Misano), aveva un vantaggio col cronometro. Nonostante tutto l’italiano ha allungato di 23 punti in due gare.

Ed ecco entrare in campo la fortuna, anche se detto così parrebbe riduttivo, come se Rossi avesse passeggiato per la strada e avesse trovato quei punti sul marciapiede, come fosse lui nei panni di Gastone e Lorenzo in quelli di Paperino. Non è andata così, perché la pioggia gli ha dato una mano ma l’acqua ha bagnato la stessa pista su cui correvano tutti, niente nuvole di fantozziana memoria per intenderci.

Qui arriva la terza caratteristica: l’esperienza, che è difficile da definire con poche parole perché racchiude molto concetti. Significa sapere quando accontentarsi, sapere valutare  i rischi, adattarsi alle situazioni, mantenere i nervi saldi, senza contare tutte le implicazioni tecniche (di lavoro ai box che di guida) che implica. Valentino, dopo 20 stagioni nel motomondiale e 9 titoli, ha senza dubbio esperienza ed è quella che serve quando ci sono degli imprevisti e bisogna essere pronti ad approfittarne.

Basta guardare l’andamento del campionato suo e di Lorenzo (il grafico qui a fianco) per accorgersi che il Dottore non ha mai avuto tentennamenti. La sua scalata è stata costante, la curva ha un andamento regolare, come quella di un motore potente e affidabile. Non ha sprecato niente e raccolto sempre il massimo.

Il vantaggio più grande lo ebbe dopo l’Argentina, 29 punti raccolti in tre gare. Per recuperarne 28 Lorenzo ci mise 4 GP e dovette vincerli tutti. Una dimostrazione di quanto poco conceda Rossi agli avversari.

Si potrebbe ribattere che la mala sorte non ha risparmiato Lorenzo e i guai al casco in Qatar e l’Inghilterra sarebbero lì a dimostrarlo. Giusto, ma è stato Jorge a scegliere un marchio non usato da nessun top rider, il che non vuol dire che sia un prodotto scadente ma solo che ha meno esperienza sui campi di gara rispetto ai marchi concorrenti.

Stesso discorso per la pioggia: un campione deve sapersi adattare a tutte le condizioni ed essere ugualmente competitivo. Poi i piloti sono umani, e a Misano ha sbagliato anche Valentino nell’ultimo cambio moto, solo che il maiorchino ha sbagliato ‘di più’ finendo poi a terra per una gomma ancora fredda.

Rimangono ancora 5 GP, o 125 punti se preferite, e i piloti imparano velocemente dai loro errori. Ora le carte buone sono nella mani di Rossi ma tutto può ancora cambiare. Vincerà chi riuscirà a essere il più completo, veloce senza sbagliare.

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