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SBK, A Jerez tappeto rosso per Rea e Kawasaki

Dopo una lunga pausa, al nordirlandese basta una top 10 per il mondiale. Kawasaki vicina al titolo Costruttori

Ferma dal 2 agosto, la Superbike è finalmente pronta a riaprire i battenti a Jerez. Il lungo letargo non ha certo giovato mediaticamente al campionato, di fatto scomparso dai radar. A tenere banco, in questo mese e mezzo, ci ha pensato il mercato – Yamaha-Crescent e Althea- Melandri le ‘piste’ più salienti, in attesa di una conferma dell’impegno di Aprilia – ma dove eravamo rimasti?

A Sepang, solo un affondo disperato quanto riuscito di Chaz Davies aveva impedito a Jonathan Rea di laurearsi campione con tre round di anticipo. In Spagna, al nordirlandese sarà sufficiente terminare una manche nei primi dieci per chiudere la pratica e diventare il quinto campione britannico (dopo Fogarty, Hodgson, Toseland e Sykes) nella storia delle derivate di serie.

Un’opportunità tutt’altro che remota, dal momento che l’asso di Kawasaki deve ancora scendere dal podio in questa stagione – un record, nel quale figurano anche 12 vittorie su 20 manche – e già nei test invernali era salito sugli scudi in Andalusia insieme all’infortunato Davide Giugliano. Proprio a Jerez, i destini di Kawasaki e Ducati si incroceranno ancora, con la Casa di Akashi pronta a sigillare anche il titolo Costruttori.

A tenere banco sarà piuttosto la lotta per il secondo posto. Al momento, l’ago della bilancia pende a favore di Chaz Davies, che con la Panigale ufficiale ha vinto tre delle ultime quattro manche, chiudendo la restante al secondo posto. Certo, dopo una pausa così lunga è difficile parlare di inerzia, ma il gallese ha superato di slancio Tom Sykes (-13) in classifica. Curiosamente, entrambi i britannici non hanno mai vinto in Andalusia, con Sykes in vantaggio per 3 a 1 nel conto dei podi. Nella corsa al titolo di vice-campione, la matematica tiene in gioco anche Leon Haslam. Tra problemi fisici e di messa a punto, il pilota Aprilia è salito sul podio soltanto due volte nelle ultime 14 manche ma la la necessità di trovare una sella di prestigio per il prossimo anno rappresenta sicuramente una motivazione in più.

A proposito di stimoli, ne avrà a sufficienza anche Michele Pirro, che sostituirà Giugliano, molto probabilmente, fino a fine stagione. Il collaudatore pugliese, proprio ieri, è stato tradito da un problema tecnico alla partenza della gara della MotoGP a Misano, dove si presentava con ottimo quinto posto in qualifica davanti a due piloti ufficiali. Jerez, in questo senso, rappresenta un’opportunità per cancellare rapidamente l’amarezza di un’occasione sprecata. Pirro conosce bene la Panigale – ci corre con Barni nel CIV – meno le gomme Pirelli. A Misano, sostituendo all’ultimo minuto Luca Scassa, chiuse due volte in ottava posizione. Con un po’ di pratica in più, può sicuramente lottare per il podio.

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