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SBK, Savadori, sogno Aprilia sulle orme di Biaggi

Il 22enne leader della Stk1000: "Vorrei correre con la RSV4 in SBK, ne parleremo dopo Jerez"

Nonostante abbia solo 22 anni, Lorenzo Savadori è un quasi un “veterano” della Superbike. Il cesenate milita a tempo pieno nella Stock1000 – dove ha raccolto 8 vittorie e 16 podi complessivi, oltre a 7 pole position – dal 2011. Già lo scorso era in predicato di vincere il titolo prima di una scivolata all’ultimo giro sotto la pioggia a Magny Cours – “ero quasi arrivato, meglio che sorvoliamo”, il suo commento ironico – ma ora il suo percorso sembra giunto definitivamente a maturazione.

In sei gare, ha collezionato quattro vittorie e due secondi posti, imponendosi come prima voce nel trio di “tenori” che forma insieme ai connazionali Roberto Tamburini e Raffaele De Rosa (rispettivamente secondo e terzo in classifica). Le sue prestazioni non sono passate inosservate in Aprilia, e Savadori è entrato di diritto nella lista dei possibili “cavalieri” della RSV4 nella top-class in attesa che a Noale definiscano il programma SBK per il 2016. E pensare che il 22enne, prima di salire su una 1000, aveva guidato al massimo una 125 a due tempi…

“Ho iniziato con le minimoto, vincendo europeo e facendo secondo nell’italiano – ha raccontato – Poi sono passato alla 125 nella Cuna De Campeones insieme a piloti come Marc Marquez ed ho corso nel CEV. Nel 2007 ho fatto tutta la Rookies Cup, arrivando secondo alle spalle di Johann Zarco, mentre nel 2008 ho vinto l’italiano e l’europeo 125 e preso i miei primi 3 punti mondiali a Valencia da wild-card”.

Il passaggio a tempo pieno nella classe cadetta del motomondiale, tuttavia, è stato più avaro di risultati. “Era giusto provare, ma vista la mia corporatura (è alto 184 centimetri per circa 72 chili di peso, nda) dovevo cambiare cilindrata. È stato difficile passare dalla 125 alla 1000, ma mi sono trovato molto meglio. Nella Stock ho sempre chiuso il campionato nei primi cinque tranne il primo anno”.

Con l'Aprilia affidata al team Nuova M2 Racing, però, è arrivata la consacrazione definitiva. “Con questa moto è stato amore a prima vista – ha raccontato – La base è molto competitiva, e la squadra ha dei tecnici davvero validi che mi stanno aiutando tantissimo. Quest’anno ho sempre chiuso primo o secondo. Cerchiamo di continuare così, voglio portare avanti questo progetto e lo sviluppo”.

Visti i punti interrogativi che circondano il futuro di Aprilia in SBK – gli indizi puntano comunque verso una continuazione del progetto – Savadori preferisce restare con i piedi per terra. “È un po’ difficile parlare ora del prossimo anno. Ho ricevuto i complimenti di Albesiano, e chiaramente mi hanno fatto molto piacere, ma resto concentrato sul campionato.  L’obiettivo primario è vincerlo, ma chiaramente mi piacerebbe salire in SBK con Aprilia. Ne parleremo fra poco, penso dopo Jerez".

In caso di risposta positiva, Savadori dovrebbe comunque superare una selezione particolarmente severa, dal momento che diversi nomi noti hanno bussato alle porte di Noale, su tutti Nicky Hayden e Eugene Laverty. “Sono tutti nomi grandissimi quelli che si sentono, ma ovviamente mi piacerebbe avere questa  l’opportunità – ha detto – Da parte mia, penso che sia giusto prendere un pilota esperto e puntare anche su un giovane per una questione di ricambio generazionale. Il mio primo obiettivo resta di correre in SBK. Anche se il sogno di ogni pilota è la MotoGP, non si possono bruciare le tappe”.

Anche perché la SBK è un’ottima palestra dove allenare corpo e mente, vista la concorrenza. “Il pilota che mi ha stupito di più quest'anno è Johnny Rea, ma lì davanti vanno forte tutti. Anche Davies, Sykes, Haslam, e Giugliano. Il livello è altissimo. Come riferimento però ho sempre preso Biaggi, perché secondo me non è solo un gran pilota, ma anche tanto metodo”.

Guarda caso, l’unico pilota iridato con Aprilia sia nel motomondiale che in SBK. Interrogato sui due momenti più significativi della sua carriera, Savadori ha indicato “la vittoria nell’europeo a 15 anni, e quella di quest’anno ad Assen perché  portare la RSV4 RF alla vittoria ha avuto un grandissimo significato”.

In entrambi i casi, Savadori cavalcava una moto di Noale. Un’altra piccola coincidenza, o magari un segno del destino…

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