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SBK, Ciabatti: Melandri? Proviamo, ma è difficile

"Abbiamo parlato con Althea, il problema è di budget". I dettagli della trattativa

La notizia che Marco Melandri ha bussato in Ducati per ottenere una moto per il prossimo mondiale Superbike ha messo in agitazione la squadra ufficiale Aruba.

Agitazione comprensibile visto che il ravennate, qualora riuscisse a salire su una Panigale non sarebbe in pista per fare la comparsa.

A calmare il timori dello sponsor Paolo Ciabatti ha ritwittato Stefano Cecconi che riaffermava la sua volontà di proseguire con Davies e Giugliano in segno di assenso.

In realtà la Ducati sta provando a trovare la quadra per schierare una terza moto per Melandri, anche se non con i colori della squadra ufficiale e l'invito a tentare di trovare una soluzione è venuto dall'alto: lo ha chiesto l'AD Claudio Domenicali. Ed a ragione visto che con tutti i limiti caratteriali del ravennate è un pilota da non sottovalutare, specie se lo si trova a 'parametro zero'.

Ma come stanno veramente le cose? A raccontarcelo e Paolo Ciabatti.

"E' vero che stiamo parlando con Melandri - ammette il d.s. - ho incontrato il suo manager, Alberto Vergani, a Brno durante la MotoGP. Conosco Alberto da tempo ed è venuto da noi 'con le mutande in mano', come ha detto lui scherzando. Della cosa poi ho ovviamente parlato con Dall'Igna e Domenicali. Gigi non è entrato nel vivo dell'argomento, Domenicali invece mi ha chiesto di provare a vedere se si trovava una soluzione".

E' stato a  questo punto che Ciabatti ha chiamato Genesio Bevilacqua.

"Esattamente. Conosciamo Genesio visto che con lui e Checa abbiamo vinto un mondiale ed ovviamente lui conosce Vergani visto che era anche il manager di Carlos. Abbiamo pensato al team Althea perché abbiamo stima di loro, ed anche perché abbiamo pensato che Bevilacqua potesse essere interessato ad avere un pilota in grado di lottare per il podio. Ovviamente però meandri avrebbe bisogno di un trattamento diverso di quello dei suoi piloti attuali, detto con tutto il rispetto".

I problemi, come sempre nelle corse, dunque sono economici.

"Certamente, perché Bevilacqua ci ha chiesto moto e aggiornamenti, poi dovremmo metterci i nostri tecnici, e purtroppo noi non abbiamo il budget per farlo. Non sto dicendo che non proveremo a farlo, anzi la prossima settimana sarà decisiva. Speriamo di avere qualche notizia in occasione del Gran Premio di Misano. Però sì, speravamo che Genesio invece di ributtare la palla verso di noi trovasse magari un supporto presso i suoi sponsor".

Insomma Melandri bussando alla porta di Ducati ha creato un bel po' di movimento. Normale visto che stiamo parlando di un pilota che ha vinto 19 gare conquistando 49 podi. Complessivamente più di Davies e Giugliano messi assieme e in Italia dietro solo di Max Biaggi che ha vinto 21 gare salendo sul podio 71 volte.

Ma è anche vero che Melandri è un pilota difficile, come ha riconosciuto Bevilacqua e lo stesso Ciabatti.


"Non nego che questo secondo il mio modo di vedere sia un problema. Anche quest'anno ho sentito le voci che giravano nel paddock della MotoGP riguardo ad alcune sue dichiarazioni, ma la Ducati non è mia ed io ho l'onesta intellettuale di fare ciò che mi si chiede nell'interesse della casa che rappresento".

C'è da chiedersi se tutto questo mal di pancia dei piloti non sia dipeso solo dal fatto che sia Chaz che Davide non abbiano ancora una firma sul contratto.

"E' così, ma noi siamo d'accordo su tutto con entrambi i piloti. Purtroppo né Davies né Giugliano hanno un manager, così dovendo trattare direttamente con loro i tempi si dilatano…i piloti sono così".

Nel frattempo Melandri, che non riesce a stare lontano dai circuiti, oggi ha vinto una gara in auto, nel Trofeo Lotus, con nei box la bella Manu a fare il tifo. Quando uno ha un buon manager può anche occuparsi d'altro...


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