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MotoGP, Petrucci? Voleva correre su 4 ruote

Parla la compagna giornalista Irene Saderini: "si era comprato una R5, il padre gliel'ha fatta restituire"

Danilo Petrucci è l’uomo del momento in MotoGP. Il ternano, al primo anno su moto factory con la GP14 del team Pramac, si è fatto subito notare mettendosi alle spalle spesso e volentieri il compagno di squadra (su una moto più evoluta) ma è salito definitivamente alla ribalta solo domenica scorsa a Silverstone, dove ha chiuso al secondo posto tra Valentino Rossi ed Andrea Dovizioso dopo una gara in rimonta sotto l’acqua dalla 18ª posizione.

Le dichiarazioni del diretto interessato sono state doverosamente raccolte e riportate, ma Petrucci è un ragazzo umile quanto timido e riservato, che difficilmente lascia finestre aperte sul proprio carattere. Ad offrire una prospettiva inedita sul suo conto è stata Irene Saderini, giornalista di Sky, da un anno e mezzo compagna di Petrucci“entrambi ci facevamo moltissimi problemi perché non volevamo mischiare affetti e lavoro", ha raccontato – con il quale convive in provincia di Pesaro lontano dai riflettori.

“Non ha ancora festeggiato perché questo risultato è stato un contraccolpo – ha confessato la compagna sulle pagine di Red Bull –  Voleva ottenere un podio quest’anno ma non se lo aspettava certo domenica. Era esterrefatto e non riusciva a realizzare quanto compiuto. Domenica quando sono scese le prime gocce ci siamo guardati senza dire nulla. Pensava al podio, ne sono sicura. Però il bagnato, per quest'anno, è l’unica condizione in cui può provare a competere con i più forti”.

Da buon apprendista campione, Petrucci è solito “guardare la MotoGP a nastro in tv finchè non sa a memoria tutte le curve. Ma poi guarda anche le gare vecchie. Sa a memoria cosa accade giro per giro perché il papà gli comprava le Vhs dal 1995 in poi”. Nel frattempo, il ternano ha iniziato ad allenarsi al ranch di Valentino Rossi e sulla pista da flat track di Misano con Andrea Dovizioso, due “maestri” d’eccezione. Dai grandi, però, Petrucci non ha soltanto imparato a dare gas…

“È scaramanticissimo. Avrà millecento gesti che rifà sempre con la stessa metodica e tempistica. Per esempio prende sempre in mano per primo il guanto destro e lo stesso fa con lo stivale destro. E poi ha dei boxer blu e neri, uno da qualifica e uno da gara, che utilizza in relazione a quanto hanno portato bene, non è dato sapere in quale ordine: devono essere pronti il momento giusto. Infine, usa un paraschiena da anni: è lo stesso della sua prima gara, non nel Mondiale, la prima in pista. Non l’ha mai cambiato e, come dire, non profuma di certo (ride)”.

Curiosamente, Petrucci voleva cimentarsi con le quattro ruote. “Con i primi soldi guadagnati con le gare in moto, appena maggiorenne, si era comprato la licenza per correre in auto e successivamente una R5 che nascose dietro casa per farci una corsa la domenica successiva. Ma il padre lo scoprì obbligandolo a riportarla indietro”.

Anche con le due ruote, Petrucci ha dimostrato di potersi togliere grandi soddisfazioni. Viene solo da chiedersi se, arrivato così vicino alla vittoria, non sia rimasto crucciato di non aver potuto duellare con Rossi.

“No, assolutamente, perché a imporsi è stato un 9 volte campione del mondo – risponde la Saderini – Andare a prenderlo non era possibile. Danilo è forte sull’acqua e ne è consapevole ma mi ha raccontato che sapeva che davanti aveva Valentino Rossi. È stato un pensiero onesto. Da 7 secondi si è ritrovato a un secondo e 4 decimi e si è posto una domanda: come è possibile recuperare a Vale così tanto? Si è reso conto che stava andando molto forte ma che stava anche rischiando molto. Si stava mettendo dietro Andrea Dovizioso, un osso durissimo, specie sull'acqua. Dovendo scegliere tra andare per terra e fare lo show della vita, ha preferito concretizzare il tutto prendendosi il podio”.


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