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MotoGP, Rossi, Petrucci, Dovizioso: l'Italia fa tris

Il Dottore si porta a +12 su Lorenzo (quarto). Rivincita Ducati, Marquez cade quando era secondo

“No guts, no glory” recita un famoso proverbio anglofono, e Valentino Rossi ha mostrato tutti gli attributi necessari sotto la pioggia, vincendo la sua quarta gara dell’anno. Il meteo che ha tradito Marc Marquez (caduto durante una fuga a due con Rossi) e Jorge Lorenzo (solo quarto) ha rinvigorito il Dottore, che si è portato a quota 112 vittorie in carriera ed ha riguadagnato la testa della classifica iridata con 12 punti di vantaggio sul compagno di squadra.

Rossi però non è stato l’unico italiano ad approfittare della pioggia. Danilo Petrucci ha colto il suo primo podio in MotoGP con una prestazione maiuscola sulla “vecchia” GP14, che a Silverstone ha preceduto la sorella GP15 ufficiale affidata ad Andrea Dovizioso, che a sua volta torna sul podio dal quale mancava da Le Mans.

Dal parco chiuso:

Valentino Rossi: “Quando ho visto che Marc era caduto ho rallentato un po’ perché credevo di avere abbastanza margine. Ma queste sono le corse, non puoi mai rilassarti. Speravo che Petrucci non rischiasse troppo perché comunque stava per cogliere il suo primo podio, comunque mi sono adattato bene e sono riuscito a difendermi”.

Danilo Petrucci: “Non capivo perché Valentino si avvicinasse così tanto, ma poi la pioggia è aumentata ed è anche rientrato Dovi. Alla fine ho visto che avevo margine ed ho cominciato a sorridere dentro al casco. È un sogno”.

Andrea Dovizioso: “È stata dura, la pioggia continuava a cadere più forte e la gomma posteriore è calata molto durante la gara. Danilo è un cagnaccio, frenava tardissimo e devo fargli i complimenti. Questo podio è molto importante per noi, sono contento di arrivare a Misano dopo una prestazione del genere”.

LA CRONACA – La pioggia inizia a cadere durante il giro di riscaldamento, complicando i piani dei piloti, che avevano per la maggior parte scelto gomme slick di mescola media al posteriore. Rientrano tutti ai box per il cambio di pneumatici e, invece che rischiare una partenza dalla pit-lane, la direzione gara opta per ripetere la procedura. Con una pioggia più intensa, piloti montano tutti le rain.

Parte bene Marquez ma è Lorenzo che transita per primo alla prima curva davanti al connazionale, Pol Espargaró, Rossi e Pedrosa. Cade Yonny Hernandez. Al primo passaggio, Rossi si libera di Espargaró e Marquez, ma il campione in carica risponde aggressivamente sul connazionale e Rossi. I primi tre sono separati da meno di un secondo. Pol Espargaró guida il gruppo degli inseguitori davanti a Pedrosa, Crutchlow, Miller, Smith, Petrucci, Dovizioso, che chiude la top ten, e Iannone.

A 19 giri dal termine, Rossi passa Lorenzo e Marquez lo imita immediatamente. I primi due mettono immediatamente metri sul maiorchino, incalzato da Pol Espargaró, Crutchlow e Miller. L’australiano, alla miglior gara della sua carriera, rovina però tutto centrando il compagno di squadra. Rossi e Marquez girano su tempi fotocopia, 2’20.2, e quando mancano 17 giri al termine hanno due secondi abbondanti di vantaggio sul secondo gruppo, dove Lorenzo resta terzo davanti a Pol Espargaró e Pedrosa. In sesta posizione, Petrucci precede Dovizioso nel derby Ducati, mentre Iannone è più attardato, in decima posizione.

Rossi e Marquez continuano a girare in tandem, in 2’19, un passo insostenibile per gli inseguitori. Lorenzo deve guardarsi le spalle da Pedrosa, mentre Petrucci e Dovizioso sono mezzo secondo più distanti. Pol Espargaró finisce momentaneamente fuori pista, e rientra in decima posizione alle spalle di Iannone. A quindici giri dal termine, i primi alzano la proverbiale asticella, girando in 2’18. Rossi e Marquez si alternano nel siglare giri veloci, separati da tre decimi. Lorenzo, Pedrosa, Petrucci e Dovizioso sono in un fazzoletto di quattro decimi a giocarsi il terzo ed ultimo gradino del podio. Il ternano riesce a superare Pedrosa e si mette a caccia di Lorenzo. Poche curve dopo, anche Dovizioso si libera dello spagnolo mettendosi alle costole della GP14 di Pramac.

Tredici giri al termine: Petrucci e Dovizioso “bucano” Lorenzo, una mossa poi replicata da Pedrosa.  Rossi sigla il giro veloce in 2’17.026 ma Marquez non molla la presa. Il Dottore dà un altro strattone in 2’16.466 alla tornata successiva, ma il suo vantaggio resta di tre decimi. Le posizioni restano invariate, ma quando mancano dieci giri alla conclusione Rossi sembra alzare il ritmo. Marquez preferisce restare alle sue spalle, mentre Petrucci e Dovizioso sono separati da un solo decimo e si scambiano la terza posizione a favore del forlivese.

Colpo di scena: a otto giri dalla fine Marquez cade alla prima curva dopo un high-side anomalo in fase di ingresso. Le speranze di recupero del campione in carica si fanno sempre più sottili, mentre Rossi deve difendersi dalla coppia di Ducati che gli recupera 1.5 secondi in due giri e trascina con sé Pedrosa e Lorenzo.

La pioggia si fa più intensa sul finale, con Pol Espargaró e Bradl ad abbandonare la gara per caduta. Petrucci continua a guidare gli inseguitori in seconda posizione e continua a recuperare su Rossi, che pare leggermente in crisi con le gomme, portandosi a due secondi e mezzo quando mancano cinque giri. Dovizioso è leggermente più staccato, ma può gestire un margine di quasi due secondi su Lorenzo.

Rossi riesce a rispondere all’offensiva di Petrucci tornando a girare in 2’17 basso negli ultimi tre giri e riprendendo metri. Dovizioso va lungo ma riesce a tenere la terza posizione. Per la prima volta nella storia, Silverstone ha un podio tutto italiano: Rossi, Petrucci e Dovizioso. È la seconda tripletta della stagione dopo il Qatar.

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