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SBK, 2016, Kawasaki, MV Agusta e Suzuki rispondono a Yamaha

La nuova R1 ha innescato un effetto domino. Tre moto nuove pronte per la griglia SBK nel 2016

Nonostante la crisi stagnante del mercato delle supersportive – per lo meno in Europa – quasi la metà dei Costruttori partecipanti al mondiale SBK schiererà una moto nuova la prossima stagione. Tra ritorni in grande stile e gradite conferme, gli approcci seguiti sono generalmente due: lanciare un modello – originale in tutti i sensi – che rompe con la tradizione, o presentarsi sul mercato con versioni migliorate di un veicolo preesistente, rispettandone i dettami concettuali e la filosofia ingegneristica.

Hanno optato per quest’ultima strada Kawasaki e MV Agusta. La regina del campionato si presenterà in versione aggiornata – sia dal punto di vista del motore che della ciclistica – ad EICMA, ed il team Provec comincerà lo sviluppo a fine 2015 con Jonathan Rea e Tom Sykes. In realtà, i cambiamenti alla ZX-10R sono stati fatti proprio sulla scorta dei dati raccolti nel mondiale, e difficilmente la squadra troverà delle sorprese nelle casse. Piuttosto, il nuovo modello è volto al rilancio nella categoria Stock1000, dove la filiale europea si appoggerà (oltre a Pedercini) anche alla struttura di Puccetti Racing schierando Toprak Razgatlioglu, pupillo di Kenan Sofuoglu e campione in carica della Stk600. Discorso simile per MV Agusta, che ha già in cantiere una nuova supersportiva da svelare a metà 2016 ma al salone di Milano presenterà "una versione aggiornata della F4", come ha annunciato il responsabile corse Brian Gillen, sottoposta ad una cura dimagrante.

Tra coloro che invece hanno imboccato nuove strade, grande attesa circonda il ritorno di Yamaha. Come Ducati con la Panigale, la Casa di Iwata è entrata sul mercato con un modello di diretta derivazione MotoGP. L’anno di rodaggio ha fin qui offerto risultati più che incoraggianti, tra campionati nazionali (in particolare BSB e MotoAmerica) e mondiale endurance (storica vittoria alla 8 Ore di Suzuka dopo quasi 20 anni di digiuno) ed i candidati a portarla in pista nel mondiale non mancano.

Su tutti, il favorito resta il team Crescent, attualmente legato a Suzuki. La Casa di Hamamatsu schiera una delle moto più vetuste in griglia, ma ha deciso di mettere in produzione una nuova versione della GSX-R. La nuova quattro cilindri è circondata da un alone di mistero ma, secondo radio paddock, non rientrerà in una logica “premium” come la R1. In altre parole, costerà meno di 15mila euro e difficilmente monterà un’elettronica sofisticata come invece fanno alcune delle sue controparti. Soprattutto, come confermato dal team manager di Crescent, Paul Denning, “non sarà pronta per essere schierata in pista dall’inizio della stagione”.

Sia Denning che Andrea Dosoli, responsabile corse di Yamaha, hanno detto che annunceranno i rispettivi piani a Jerez. Solo una coincidenza? Difficilmente, anche perché le trattative vanno avanti da mesi. Certo, resta il rischio di perdere Suzuki dalla griglia, ma anche in questo caso potremmo assistere a grandi ritorni. Pensiamo al team Alstare, che ha momentaneamente sospeso le attività dopo la squalifica di Bimota ma vanta ottime relazioni sia con l’organizzatore che con Suzuki, con la quale ha centrato il titolo nel 2005.

Considerato che sia Ducati che Aprilia e BMW hanno omologato versioni aggiornate delle proprie supersportive di punta, mancherebbe all’appello soltanto Honda. Al momento, gli sforzi della Casa di Tokyo sono interamente concentrati sulla MotoGP, e la data di uscita di un nuovo modello è fissata per il 2017. Anche perché, se la CBR fatica a tenere il passo in pista, lo stesso non si può dire dai concessionari (resta la moto più venduta nel mondo nel settore). Il dominio delle rivali giapponesi ha però evidenziato una situazione insostenibile, ed è attesa una reazione già dalla prossima stagione.

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