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MotoGP, Rainey: Rossi o Lorenzo? deciderà un errore

"Credo che Jorge e Vale, con ancora 7 GP pensino: devo batterlo più di quanto lui batta me"

Wayne Rainey ha vinto tre titoli iridati nella 500 di fila, dal 1990 al 1992 prima di essere fermato dall'incidente di Misano del '93.

Il grande californiano nel corso della sua carriera si è battuto contro giganti della categoria, come Eddie Lawson che lo batté alla fine di un lungo duello, nel 1989.

Una situazione che può essere paragonata allo scontro che vede oggi affiancati Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, con l'unica, grande, differenza che Eddie in quella stagione aveva già lasciato il suo ex compagno di squadra e la Yamaha per la Honda.

"Era solo il mio secondo anno nel mondiale - ha ricordato Rainey a motogp.com - ed il primo come caposquadra, quindi ero molto più inesperto di Rossi e Lorenzo e gareggiavo contro Lawson che aveva già vinto tre mondiali. Lui aveva le Michelin, io le Dunlop. Eddie cominciò a mangiarmi punti non appena ebbe messo a posto la sua moto, così persi il campionato, un po' per le gomme ed un po' per la mia inesperienza".

Rossi e Lorenzo, al contrario hanno lo stesso materiale e gli stessi pneumatici e Jorge come Vale ha esperienza da vendere con i suoi quattro titoli iridati.

"Oggi se dovessi scommettere fra i due direi Lorenzo, perché è molto veloce, ma non sempre è il più veloce a vincere e dopotutto Valentino ha una gran voglia. Jorge parte anche sempre molto bene, tirandosi fuori dai guai, Rossi deve partire meglio. Poi ci si puà mettere una gara bagnata a scombussolare tutto".

Secondo Wayne a decidere il mondiale potrebbe essere la casualità, un errore.

"Nel 1992 Doohan si infortunò in Olanda ed io mi battei per il resto del mondiale contro un fantasma…Nel 1993 ho perso contro Kevin Schwantz che aveva cambiato la sua mentalità. Lo raggiunsi nei punti a Donington perché fu travolto in una caduta da Doohan ed io feci secondo. Vinsi la gara successiva Brno e poi ebbi l'incidente. Ora Rossi e Lorenzo sono a pari punti, con ancora sette gare da disputare e credo che pensino: lo devo battere più di quanto lui riesca a battere me. Ci sono molti chilometri di gare da fare, un bel tempo da passare alla guida e molte cose possono accadere. Poi c'è il fattore Marquez. La Yamaha sta provando ad impedire che si rimetta in gara per il titolo, ma Marc non si toglierà i guanti finché non lo avrà perso matematicamente".

 

 

 

 

 

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