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Aprilia Tuono V4 1100 RR: Purosangue di razza

LA PROVA - Cattiva, esuberante, di razza. La sfida alle rivali è aperta

Aprilia Tuono V4 1100 RR: Purosangue di razza

Siamo tipi da Adrenalina. Inutile girarci troppo intorno. La pupilla dilatata, quella strana sensazione di estasi, di puro piacere che si inietta dal cervello al polso destro è un qualcosa a cui non puoi fare a meno.

Con il cervello ben acceso, sia chiaro, ma con quella frenesia che dentro il casco, sotto la visiera ti fa brillare gli occhi.

Un celebre medico definì i piloti persone in grado di racchiudere contemporaneamente il furore dionisiaco e la calma apollinea nello stesso momento. Istinto e ragione insomma. Sia chiaro, il mondo delle due ruote offre tante realtà. Il viaggio, la libertà. Paesaggi e gite calme. Comodità e versatilità. Che, intendiamoci, hanno portato a moto eccellenti, a delle best seller.

Poi, ti capita di girare la chiave, sentire il rombo di un quattro cilindri a V di 65 gradi, e un sorriso si stampa immediato. Diretto, come un fulmine.

Anzi, come un Tuono.

La Naked di Noale è una vecchia conoscenza. Mi ha sempre lasciato stupefatto. Con quella giusta riverenza ogni volta che ci sono salito sopra. Potente, cattiva, estrema. Eppure dannatamente divertente. Sicura grazie al suo concentrato di elettronica. Brutale nella sua accelerazione.

L'avevo messa alla prova velocemente al termine della giornata di test dell'RSV4 RF. Qualche chilometro per assaporarla. No, volevp di più. Conoscerla maggiormente, prenderci più confidenza. Perchè esistono moto facili, immediate, dirette. E lei è una di queste. Ma talmente esuberante che, nonostante tutto, non puoi fare a meno di darle del lei. Salgo in sella.

Posizione più comfortevole rispetto alle sorelle del passato grazie alla nuova sella, ma più caricata sui polsi. Insomma, la natura si nota ancor di più, grazie al manubrione più stretto. Eppure, la volontà è stata quella di adattarla maggiormente ad un utilizzo stradale. L'ultima Tuono era praticamente una RSV4 con il manubrio alto, questa, vuole essere maggiormente una Streetfighter.

Missione riuscita? In effetti si. Questo perchè il setting delle sospensioni, con più scorrevolezza, ha migliorato la risposta ad un mondo che non è il circuito, ma la strada aperta, con buche, sconnessioni e dossi. Certo, l'angolo di sterzata rimane comunque ridotto, ma tornanti e curve secche si affrontano con più efficacia. Il mono risulta ancora un pochino rigido, ma è ovviamente regolabile.

Il telaio rimane sempre quel capolavoro per cui a Noale sono annoverati come maestri. Sali in sella e percepisci fin dai primi chilometri l'impostazione, i movimenti, la discesa, la sua reattività e la comunicatività.

Insomma, la parte razionale di questa moto vive nella ciclistica. Quella istintiva, cattiva, quasi terrificante è invece tutta nel motore.

Prima, seconda, terza. "E' come essere investiti da una locomotiva con 24 vagoni dietro". Ezzaro Charles raccontò così un destro di Rocky Marciano. Ecco, aggiungeteci la leggiadria dei movimenti di un Cassius Clay e potrete capire cosa intendo.

Un fiume in piena, una valanga. Esuberante, di razza, raffinata, appuntita. Questa è l'erogazione della potenza. Questo è il brivido, la scarica di adrenalina. Questo è quel fulmine che poggia terra in un istante, con il motore che urla legittimando il nome di questa streetfighter.

La lancetta dei giri sale in maniera prepotente, indubbio, e grazie al cambio Quickshift è un piacere uscire dalle curve. Un cambio più "corto" con una trasmissione secondaria accorciata con un dente di pignone in meno.

La nuova Tuono 1100 infatti passa da 16-42 a 15-42. Per questo motivo anche l'erogazione ha il suo uragano tra i 4000 ed i 7000 giri. Questo non significa però che la moto non sia in grado di allungare, anzi.

Un allungo il cui suono è quello del V4. Una chiave armonica degna di una sinfonia rock. Pochi fronzoli, non si può definire altrimenti. Peccato solo per quel leggero on-off che abbiamo trovato a bassissime velocità, a prescindere dalla mappatura scelta. O meglio, delle mappature, perchè se l'animo del bombardone rimane quello quando si spalanca il gas.

Con la Sport l'erogazione è sì piena, ma comunque abbastanza morbida. La Track offre un maggiore brio, più corposa. Bisogna invero aumentare un pochino la sensibilità. E' vero, i sistemi elettronici del pacchetto aPRC sono sempre presenti come un angelo custode, ma già con questa seconda mappa sono meno invasivi. C'è ovviamente quel puro istinto di piacere ad illuminare gli occhi nello spalancare in uscita, ma complice il caldo, la tanta potenza, e sopratutto il fatto di trovarci su una strada, la parte razionale ci ricorda sempre di non esagerare.

Livello di Traction Control che impostiamo a 2 (i livelli sono 8 in tutto) che interviene in maniera pulita e calibrata. Lo conosciamo, sappiamo che non è mai invasivo, cosi come il sistema anti-wheeling, regolabile su tre livelli distinti, tra cui il livello 1 che garantisce comunque un sollevamento controllato ed un appoggio più dolce. Proviamo anche la mappa Race, la vera novità di questa nuova Tuono 1100, ma forse per questa soluzione servirebbe un circuito. Ci riserviamo di provarla tra i cordoli in futuro.

Ok, la potenza, l'emozione quando si spalanca e si accelera, ma in inserimento? Presto detto, ora la Streetfighter di Noale non subisce i tornanti stretti, nonostante il già citato angolo di sterzata ancora stretto. Un inserimento preciso, diretto, netto.

La comunicatività dell'anteriore è veramente importante e chiaro. Mi piace anche la velocità con cui si inserisce. Pur avendo puntato alla trazione con la ruota posteriore che è stata arretrata di 6 millimetri, e con un baricentro abbassato, l'inclinazione del cannotto di sterzo a 24,7° rende comunque la moto veloce, reattiva, non pesante, anzi.

La frenata poi, è un qualcosa di estremamente potente, azzeccato. Ecco, azzeccata è il termine giusto. Malleabile e regolabile il giusto.

Scendo dalla moto.

Avete presente quella sensazione che ti fa quasi tremare le mani una volta scesi? Ecco, la Naked veneta regala questo tipo di emozioni. Sicura invero, ma comunque vuole che le si venga dato del lei nella sua naturalezza. Un purosangue di razza.

Se amate andare per i passi di montagna, affrontare le curve (con cervello) e volete fare qualche piccola scappata in pista, la Streetfighter di Noale vi permetterà di assaporare cosa significhi far scorrere l'adrenalina nelle proprie vene.

Veloci come un Tuono per i passi di montagna con il seguente materiale Dainese

AGV CORSA

Anziché progettare a partire dalla calotta esterna, AGV STANDARDS, modello del quale il CORSA fa parte, inizia dalla testa del pilota le cui misure sono tradotte in un formato digitale, tramite una scansione laser. La scansione tridimensionale è una tecnologia estrememante precisa (al decimo di millimetro) che permette la trasformazione in dati digitali delle forme antropomorfe e successivamente condurre studi puntuali sulla fisionomia umana che sono il punto di partenza per la progettazione delle parti del casco a contatto con il viso. Il casco, riprodotto in tutte le sue parti mediante un modello matematico, consente l’effettuazione di analisi FEM (Analisi agli Elementi finiti) che simula al computer una serie di crash test che riproducono non solo i test di omologazione ma anche prove secondo i più severi standard di AGV.

FULL METAL PRO

Tutta la tecnologia e l’esperienza maturata da Dainese nelle corse e nella collaborazione con i grandi campioni del motociclismo ha portato allo sviluppo di questo guanto racing dal livello di sicurezza elevatissimo, e che mantiene allo stesso tempo un grande comfort di guida. Costruito utilizzando i materiali più resistenti e all’avanguardia, come titanio, fibra di carbonio, filo di Kevlar®, per consentire un’elevatissima resistenza all’abrasione e all’assorbimento degli impatti, presenta soluzioni tecniche frutto dello studio ergonomico e dei punti più sollecitati in caso di caduta.

 

TORQUE PRO OUT D-WP

Tecnologia e design aggressivo si fondono in questo stivale racing in Lorica® dall’elevato livello di sicurezza, grazie al sistema antisupinazione snodato DAxial in TPU, tallone ammortizzato per ridurre gli impatti da compressione, inserti in acciaio su fianchi e tallone ed in nylon su pianta e punta. Versatilità nell’utilizzo su strada in ogni condizione climatica grazie all’interno impermeabile in D-WP, ma anche comfort attraverso la regolazione del polpaccio che consente una corretta vestibilità. Suola a texture differenziata ed inserti in TPU sul fianco interno consentono un grip elevato durante la guida

 

RACING PELLE UOMO

Aggressività, look sportivo si fondono in questo giubbotto in pelle bovina. Dotato di spalle coiniettate con inserti in alluminio e protezioni composite, Racing Pelle è integrabile con il paraschiena di tipo G. Comfort; ergonomia e funzionalità sono garantiti dagli inserti elastici su collo, maniche e fianchi e dalla cerniera aggancio giubbino-pantalone. Prese d’aria su fianchi e petto consentono infine una gestione della temperatura interna ottimale.



D1 KEVLAR

Pantaloni con tessuto denim con filato di Kevlar ® (fibra dimarca) con 6 tasche esterne; Pro-Shape: protettori morbidi certificati secondo la norma EN 1621.1/97, rinforzi interni con maglina in fibra

 

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