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Aprilia Tuono V4 1100 RR - Way to the top

L'ANALISI - più l'alesaggio per una potenza che arriva a 175 CV, ma non solo...

Aprilia Tuono V4 1100 RR - Way to the top

It's a long way, to the top, if you wanna rock and roll cantavano gli Ac/DC. Il mondo delle due ruote vive in questi anni la sua corsa all'ultimo cavallo con le roadster. Una scalata verso l'alto, verso il top.

Un ritorno alle origini? Probabile. Anche perchè le prime superbike dell'epoca erano delle scarenate, e nell'anno domini 2015, non abbiamo mai assistito a così tante Naked supersportive sul mercato in grado di assecondare le voglie degli appassionati. Tuttofare invero: armi da strada, eccellenti in pista, ma anche comode - chi più, chi meno - per l'utilizzo giornaliero.

E, sopratutto, dannatamente divertenti.

Perchè, per quanto estreme, non saranno mai delle supersportive, delle Superbike replica, a partire dall'impostazione. Manubrione largo si, schiena diritta certo, ma il patrimonio genetico è lo stesso di una Superbike, se non migliore.

Basti pensare alla Superduke 1290 R, la cattiva, aspirante regina nella nuda contesa del mercato. E poi la Z1000 di Kawasaki tanto per dirne un'altra, con il suo stile da manga, per non parlare dell'equilibrata CB1000R forgiata dalle Ali di Honda, o la S1000R, l'adrenalinica, perfetta declinazione roadster della Superbike bavarese.

Potremmo citare anche l'ultima arrivata, la facile, quella Suzuki GSX-S1000 che, uscita da poco, vive sia nella sua declinazione nuda che carenata. Ducati ha dalla sua la Monster 1000 S, unica nella sua declinazione da Naked pompata più che di roadster.

E, visto che queste son moto che vivono più di passione, istinto che ratio, potremmo infilare in questa categoria la fuori quota Brutale Dragster di casa MV Agusta.

Poi c'è la Tuono. Reca con se il leone della casa di Noale, di Aprilia. E' sempre stata un riferimento per la categoria, quasi una precorritrice. Nella sua anima c'è quella linfa da moto 'senza compromessi' che l'ha sempre contraddistinta.

UN PO' DI STORIA - Insomma, nomen omen vien da dire, e fin dal 2002 quando si presentò con 125 cavalli ed un cupolino figlio di quel V2 da Superbike da 65 gradi che non ebbe forse la fortuna che meritava. E poi tutti gli esemplari limitati. Scuola italiana vien da dire, con carbonio e magnesio nelle sue Limited Edition. Poi il 2006, con la sua seconda generazione, con la perdita del prefisso RSV, ed un guadagno in termini di potenza considerevole. Si arriva a quota 139 cavalli. Tanti per l'epoca, ma non per l'escalation che attendeva il mondo delle roadster.

Ed infatti, nel 2011 si arriva a 167 cavalli. Come? Un pò tanti per l'epoca? Si, vero, ma la Tuono ha sempre precorso i tempi, ve lo avevamo detto. Poi il 2013 con i suoi 170 della sua V4 R ABS/aPRC. L'avanzata delle nemiche europee e nipponiche si faceva sempre più pressante. Ognuna con il suo carattere. Ed allora, a Noale durante l'ultimo Eicma, decidono di calare il Jolly da 1100 centimetri cubi. Sale l'alesaggio, si abbatte un fulmine a ciel sereno nel mondo delle roadster. Anzi, un Tuono.

CAVALLI? TANTI - Un primo assaggio di quest'ultima arma di Noale. A Misano, durante i test della nuova RSV-4 RF, nel pomeriggio. Circa sessanta chilometri. L'ideale...per farci la bocca.

Ma non ci siamo accontentati, e l'abbiamo messa alla prova più a lungo. Già, ma cos'ha di diverso questa nuova Tuono? Il propulsore da 1077 cc arriva a 175 cavalli di potenza a 11000 giri, mentre la coppia si attesta a 121 Nm a 9000 giri.

Numeri da Superbike di pochi anni fa. Come è stata ottenuta? Aumentando l'alesaggio, che arriva a 81 mm, con un nuovo carter motore superiore, un albero motore i cui attriti sono stati ridotti, e le bielle alleggerite. Dal punto di vista elettronico, confermato il pacchetto made in Noale aPRC.

Ecco quindi l'anti-wheeling, regolabile su tre livelli, il controllo di trazione su otto livelli e tre mappe per il motore. Tre i set-up a disposizione quindi - Track, Sport e Road - che modificano la risposta al comando del gas ed il freno motore. Cambio elettronico (ma come per la supersportiva manca il down-shift) e l'ABS con tre modalità d'intervento.

E le similitudini con la RSV-4 non finiscono qua. Già perchè anche con la Tuono il baricentro è stato abbassato a causa del riposizionamento del motore, e la ruota posteriore arretrata di 6 millimetri per offrire più stabilità e trazione. cambiata di conseguenza anche l'inclinazione del cannotto di sterzo che passa da 25,1 gradi a 24,7.

MANUBRIO PIU' STRETTO - In questo modo si è voluto mantenere gli standard di agilità che devono contraddistinguere una moto del genere. Le sospensioni - Sachs - sono state riviste nella taratura. Nella versione Factory poi, ecco presente sospensioni di casa Ohlins Confermato ovviamente il telaio doppio trave in alluminio. Nuova anche la sella, rivisitata nell'imbottitura. In Aprilia si è pensato anche alla posizione del pilota con una seduta abbassata di 15 mm.

Da qui anche un nuovo manubrio con un'impugnatura più stretta, ed un nuovo cupolino, più leggero e modificato anche in termini di design. A frenare la nuova Tuono, ecco le pinze monoblocco Brembo M432. Cerchi alleggeriti equivalenti sia per la versione 'base' che per la Factory. Il prezzo? 15.350 Euro per la versione RR, mentre la Factory costa 17.450 euro.

Dopo quel primo assaggio, abbiamo deciso di metterla alla prova più a fondo. Volete sapere come va? Rimanete collegati!

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