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MotoGP, Brno: Lorenzo da record, prima fila per Rossi

QP - Unico a scendere sotto il muro dell'1'55. Marquez ad un Soffio

La campagna dell'Hispanico Jorge Lorenzo in terra ceca per il momento procede come un fiume in piena. Una conquista che, turno dopo turno, è arrivata fino alla prima prova fondamentale, quella qualifica che mostra la summa della velocità pura di un pilota, della perfetta sintonia in quel giro da 'tutto o niente'.

E quando Lorenzo è a posto, su di una pista in cui le Yamaha si stanno trovando bene anche per le caratteristiche di scorrevolezza che si sincronizzano al meglio tra moto e circuito, non ce n'è per nessuno. 1'54.989, abbattuto il vallo, il muro dell'1'55. Di poco vero, ma è un foro che pesa come un macigno.

Jorge Lorenzo è stato l'unico ad aver girato sotto quel muro, in 1'54.989. Una testimonianza di forza dimostrata già nei giorni passati, ma che oggi si è abbattuta. Non come voleva il maiorchino, probabilmente convinto di avere più margine rispetto agli avversari.

Ma sul giro secco, si sa, qualche decimo dalla tasca, qualche mossa segreta si può tirar fuori. Un quid riferito a Marc Marquez, secondo a soli 74 millesimi, che non lo ha disturbato troppo però "Ho fatto un giro perfetto. Magari nell'ultima curva ho fatto leggermente troppo spin e forse ci ho perso un decimino. La verità è che non mi aspettavo però che Marc riuscisse a fare 1'55.0, ed anche Vale ha girato forte. Però siamo messi bene con la gomma usurata per domani!".

La calma di chi si sente forte. L'aveva mostrata stamattina e l'ha mostrata oggi. Calma e sorrisi ostentati anche da Marc Marquez che, in una pista che sembra rispondere maggiormente alle caratteristiche della moto di Iwata, piazza la sua Honda in seconda posizione con un crono di 1'55.063 di ottima levatura. Il sorriso in parco chiuso è evidente per il 'piccolo diavolo', ma sa che per domani bisogna ancora recuperare qualcosina in termini di passo gara. "Jorge ha fatto un giro stratosferico. Io ci ho provato, ma quando ho visto il tempo che ha fatto con la prima gomma ho detto che sarebbe stato difficle. Però va bene, ieri eravamo più lontani, oggi siamo più vicini, stiamo a un decimino. Vediamo domani come andrà già dal warm up in vista della gara".

Una gara che sarà estremamnete interessante proprio per i numerosi spunti che offrirà. Marquez è sulla cresta dell'(H)onda, in piena forma dal ritorno al telaio 2014, mentre Jorge ha l'occasione per l'affondo nella lotta al titolo.

Una volontà di affondo deciso, di certo non di fioretto, che però dovrà fare i conti con Valentino Rossi, abile maestro quando si 'sale in pedana'. Oggi Rossi ha mostrato il suo stato di forma ed i suoi miglioramenti tecnici dopo un venerdi più tribolato. 364 i millesimi dalla vetta rappresentano il ritardo del pilota di Tavullia, che ha mostrato un passo interessante nelle FP4, ma che, come sottolineato da Maio Meregalli - team manager Yamaha - risulta essere ancora un imprevisto in termini di durata.

"Sono contentissimo perchè era molto importante cercare di partire davanti" ha detto Rossi in parco chiuso "Abbiamo fatto una strategia un pò rischiosa per cercare di sfruttare i minuti finali. Con la seconda gomma sono andato bene, e con la seconda gomma ho fatto un gran tempo. Sono contento perchè sia Jorge che Marc hanno un gran passo. Vediamo domani, ma dalla prima fila almeno sarà un pò più facile"

Quarta piazza per la Ducati di Andrea Iannone, che reca in dote anche un buon passo gara, staccato di 401 millesimi davanti ad un Bradley Smith la cui vittoria alla 8 ore di Suzuka deve aver fatto bene.

Chiude la seconda fila Andrea Dovizioso (+0.946), a precedere Maverick Vinales, che qui a Brno, ha preso gli scudi di prima guida considerando la gioranta storta di Aleix Espargaro, incapace di passare la ghigliottina delle Q1. Ottavo Pol Espargaro a 966 millesimi, davanti ad uno stoico Daniel Pedrosa, nono con una caviglia in disordine, e ben sofferente. Ciò nonostante, Dani è riuscito a stare davanti a Cal Crutchlow (+1.203). Undicesimo Barberà, davanti a Yonny Hernandez, Danilo Petrucci, Scott Redding ed il già citato Aleix Espargaro.

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