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SBK, Sepang: il Bello, il Brutto, il Cattivo

Biaggi riscrive la storia. Rea ad un passo dal titolo, Ducati mostra i muscoli

Prima di prendersi una (fin troppo) lunga vacanza, i protagonisti della Superbike hanno fatto gli straordinari a Sepang, dando vita ad uno dei round più emozionanti della stagione.

Jonathan Rea ha dimostrato di saper dosare raziocinio e rischio, sfiorando l’impresa di conquistare il titolo prima delle ferie. Chaz Davies e Tom Sykes hanno fatto di tutto, con risultati alterni, per impedirglielo. E Max Biaggi, sul podio a 44 anni e 38 giorni (nuovo record del campionato), ha dimostrato di avere ancora una valigia dei trucchi piuttosto piena.

IL BELLO – “Volevo alzare l’asticella”, ha commentato Biaggi dopo il podio di Gara Uno. Il romano ha fatto un salto in alto, ma anche indietro nel tempo. A Misano aveva rispolverato i quaderni contenenti appunti presi in una ventina d’anni in pista. Prima di Sepang ha preparato a dovere la lezione nonostante qualche contrattempo – meteo avverso e sublussazione della spalla sinistra durante i test – ed è salito in cattedra la domenica.

Solo Rea e Davies hanno superato il duro esame preparato dal Corsaro, e chissà cosa sarebbe successo in Gara Due senza il contatto all’avvio. Forse dovremmo ringraziare Sykes e Guintoli per il “sandwich” che hanno servito a Biaggi; dopotutto, potrebbe avergli stimolato ulteriormente l’appetito…

IL BRUTTO – Se l’Aprilia bianca di Biaggi ha scintillato sotto il sole malese, quelle nere di Haslam e Torres non hanno brillato di luce riflessa. Il britannico sembra aver perso fiducia dopo una serie di cadute (Imola, Portimão, Laguna Seca) che ne hanno intaccato corpo e spirito, lo spagnolo (che ha salvato l’onore con un terzo posto in Gara Due) è generoso in pista quanto lento ad imparare i segreti della SBK.

I distacchi da Biaggi in Gara Uno sono pesanti: 14 secondi per Haslam, 24 per Torres, e a Misano non era andata molto meglio. Aprilia deve ancora decidere se restare in SBK ma, se sì, molto probabilmente lo farà con squadra e piloti diversi.

IL CATTIVO – Questa volta sono due, in senso puramente agonistico: Chaz Davies e Jonathan Rea. I due britannici hanno ben più del passaporto in comune. Sono duri in pista e dolci fuori, tanto che la “sportellata" al termine di Gara Due è stata subito messa in archivio con un sorriso. “Johnny mi ha già fregato tre volte all’ultima curva quest’anno, per una volta potevo farlo io”, ha scherzato Davies. “Avrei fatto lo stesso al suo posto”, la replica di Rea. Ma siamo sicuri che sarebbero stati così rilassati se fossero stati appaiati in classifica?

LA CONFERMA – La Panigale cresce a vista d’occhio. Se Laguna Seca è stata definita da Davies una pista amica, Sepang è la sua gemella cattiva. “Ci manca ancora un 10% rispetto alla Kawasaki, ma a inizio anno eravamo molto più lontani”, ha detto il gallese, reduce da tre vittorie ed un secondo posto nelle ultime quattro gare.

LA DELUSIONE – Sykes era scappato a inizio di Gara Uno con la stessa fretta di chi, appena terminato l’ultimo giorno di lavoro, si precipita in autostrada verso le agognate vacanze. Il tentativo di “partenza intelligente” però gli si è ritorto contro sotto forma di una gomma completamente distrutta a quattro giri dalla fine. La fretta poi gli ha giocato un altro brutto scherzo in Gara Due, dove si è scontrato con Biaggi in un tentativo di sorpasso all’esterno. Si tratta sempre di corse ma a Sepang, paradossalmente, ha vinto chi ha saputo anche andare piano.

LA SORPRESA – Due quarti posti sigillano il miglior risultato dell’anno per Sylvain Guintoli. Il campione in carica ha lavorato con pazienza e professionalità sulla Honda, soffrendo in silenzio, ma ora è il padrone indiscusso dei box. I giovani dovrebbero prenderlo da esempio.

IL SORPASSO – Scelta facile, quando una gara di decide all’ultima curva. Davies merita un dieci, la sportività di Rea anche la lode.

LA CURIOSITÀ – La matematica è un opinione, almeno per qualcuno nei box Kawasaki. In Gara Due, non tutta la squadra aveva fatto bene i conti. Ai box sapevano che, nonostante la debacle di Sykes, Rea dovesse battere Davies. A bordo pista no. Nel giro di rientro, l’assistente personale del nordirlandese esultava correndo verso il suo pilota, che scuoteva la testa prima di spiegargli i conti.

IO L’AVEVO DETTO – “A Sepang sarà più dura che a Misano”, le parole sconsolate di Biaggi dopo i test semi-abortiti in Malesia. Questa volta, forse, non era pre-tattica. Nel caso, il romano non sarà mai stato così contento di essersi sbagliato…

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