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SBK, VD Mark: a Suzuka tutti in lacrime

"Stoner continuava a scusarsi, mai vissuto un momento così. La MotoGP? Non ho opzioni concrete"

Michael Vd Mark non sta vivendo un momento facile, per usare un eufemismo, nella sua giovane quanto brillante carriera. Lontano dal podio in SBK dalla gara di casa ad Assen, dove ha colto due terzi posti tra il boato del pubblico, il 22enne olandese contava sulla 8 Ore di Suzuka per dimostrare ad Honda di meritare un sostegno maggiore – sotto forma di un maggior supporto in SBK o di una sella in MotoGP – ma non è nemmeno riuscito a salire in sella nella gara di domenica scorsa a causa dell’incidente che ha coinvolto Casey Stoner, interrompendo anzitempo il sogno dello squadrone ufficiale schierato da Honda.

“Nonostante non fosse colpa sua, Casey continuava a scusarsi – ha raccontato Vd Mark, con l’eco della tristezza ancora ben visibile nelle parole e nei gesti – Non era arrabbiato, soltanto triste. È stata una grande delusione, non mi sono mai sentito così giù in vita mia. Dopo tanto lavoro, finire così… Tutto il box, in realtà, era in lacrime. Non ho mai visto una cosa del genere. Testimonia quanto duramente abbiano lavorato tutte le persone coinvolte in questo progetto”.

Il guasto al controllo del gas, peraltro, poteva avere conseguenze ben più gravi. “In SBK utilizziamo il ride-by-wire, non il cavo, ed anche la risposta dell’acceleratore cambia in maniera sostanziale – ha chiarito – Hanno entrambi dei pregi e dei difetti, personalmente non ho preferenze”.

Nonostante la delusione, Vd Mark ha comunque appreso diverse lezioni che porterà con sé nel prosieguo della sua carriera.  “Al termine di ogni sessione mi mettevo di fianco a Stoner per ascoltare le sue impressioni ed i suoi commenti. È stato incoraggiante constatare che lui ed io, così come Takahashi, facevamo le stesse osservazioni”.

Il futuro, però, resta incerto. Il nome di Vd Mark continua ad essere menzionato da radio paddock in MotoGP, ma le sue chance di fare il salto di categoria ora appaiono più risicate.

“Il mio contratto prevede che continui in SBK. Non ho chiesto di fare un test su una MotoGP, e non ho opzioni concrete per cambiare categoria, anche perché ci sono alcuni team satellite di Honda che hanno grandi potenzialità ma stanno affrontando situazioni finanziarie difficili”.

In SBK, d’altronde, un maggior coinvolgimento da parte di Honda – che ha fatto sapere di non essere intenzionata a lanciare una nuova supersportiva stradale prima del 2017 – potrebbe se non altro riavvicinare la CBR alla lotta per il podio.

“Se la Honda tornasse ad impegnarsi ufficialmente, le cose potrebbero migliorare. Ma anche se ci fosse un budget più cospicuo a nostra disposizione. Correre così non è facile, sostanzialmente fai gara solo sul tuo compagno di squadra. Vedendo il lato positivo, lavoro a fianco del campione del mondo, e insieme proviamo soluzioni fuori dal comune”.

Nel frattempo, la squadra ha optato per il passaggio all’elettronica Magneti Marelli a partire dalla prossima stagione.

“Penso che ci farà fare un passo avanti. Il nostro sistema (Cosworth con software proprietario HRC, nda) non è male, ma passando a Marelli potremo fare comparazioni più accurate con i nostri avversari. Lo faremo prima della pausa invernale, in modo da avere abbastanza giorni di test a disposizione per non doverla poi sviluppare in gara. Durante i weekend di gara, ogni pilota vuole innanzitutto essere veloce. È difficile avere la pazienza necessaria per portare avanti lo sviluppo”.


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