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SBK, Sepang, Rea: per il titolo bisogna aspettare

"Non penso sia un'opzione realistica qui. Teso? No, sono rilassato come non mai"

A Sepang, Jonathan Rea ha a disposizione il primo match point per il titolo. Difficile sfruttarlo, dal momento che dovrebbe accumulare altri 25 punti di vantaggio su Tom Sykes (che peraltro lo ha preceduto in tre delle ultime quattro manche). A questo proposito il nordirlandese, terzo al termine del venerdì di prova, non fa calcoli. Semplicemente, ha intenzione di tornare sul gradino più alto del podio il prima possibile.

“La priorità è vincere gare – ha commentato – Ho sognato il titolo per tanti anni, ed ora è a portata di mano, ma non penso che sia un’opzione realistica qui. Onestamente, non ho preparato nessuna t-shirt o casco celebrativo…”

Rea ha inseguito il titolo in SBK per sei anni con Honda, con un terzo posto in campionato come miglior risultato lo scorso anno. Alla settima stagione a tempo pieno, i tempi sono finalmente maturi per la consacrazione.

“L’unica variabile è la Kawasaki – ha osservato – Il mio approccio e la mia preparazione alle gare sono gli stessi di sempre. Sapevo che avrei vinto più gare dello scorso anno con questa moto, ma non mi sarei mai immaginato di ottenere certi risultati”.

La vicinanza ad un traguardo così importante farebbe venire il "braccino" a molti, ma il nordirlandese – forte di 125 punti di vantaggio in classifica – non sembra soffrire la tensione.

“Tutt’altro, sono rilassato come non mai. Ho un buon margine in classifica e so che devo solo restare fisicamente in forma e fare il mio lavoro, il resto verrà da sé. Forse sarò nervoso alla partenza di quella che potrebbe essere la gara decisiva, ma ancora non siamo arrivati a quel punto”.

E se domenica piovesse? “Sarei contento. Con la Kawasaki sono sempre stato veloce sotto la pioggia (vittoria a Portimão, nda)”.

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