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SBK, Casey Stoner e il giallo del comunicato Honda

Casey twitta il problema, la Honda lo smentisce ma poi torna sui suoi passi con un nuovo comunicato

C'è un giallo nell'incidente che ha coinvolto Casey Stoner a Suzuka e costretto l'equipaggio ufficiale dell'HRC al ritiro.

Subito dopo la caduta che ha causato al pilota australiano la frattura di una scapola e della caviglia sinistra il pilota aveva twittato adducendo come motivo del fatto lo 'stuck throttle', cioè il comando del gas rimasto aperto.

Nel comunicato ufficiale, poco dopo l'incidente, non si faceva però alcuna menzione a questo problema, anzi Stoner ammetteva solo di non aver avuto il tempo per tirare la frizione. Ma perché avrebbe dovuto farlo? Poco dopo si menzionava 'troppa velocità', una frase senza senso.

Il video dell'incidente non ne chiariva del tutto la dinamica, anche se si sentiva chiaramente il motore al limitatore prima che il pilota perdesse l'anteriore.

In realtà a quel punto Stoner stava solo cercando di evitare di colpire il muretto che in quel punto è a pochi metri dall'asfalto, raddrizzando l'angolo della traiettoria e finendo di conseguenza sull'erba.

Alla fine della gara, comunque, la rettifica sullo stesso tenore del primo tweet di Casey: 'sfortunatamente siamo incappati in qualche problema meccanico mentre entravo nella curva che porta all'hairpin'.

La Honda cioè avrebbe ammesso quanto all'inizio ha negato. Non poteva del resto fare altro dopo, probabilmente, aver esaminato i dati della telemetria e constatato che Stoner non mentiva.

Ora sarebbe interessante avere dalla HRC un commento un po' più tecnico sull'incidente. Ce lo aspettiamo dalla prima casa di moto al mondo. Tutto ciò che si sa al momento è che la Honda avrebbe un doppio controllo sulle farfalle che dovrebbe impedire proprio casi come questo. Inutile ricordare il tragico incidente accaduto a Daijiro Kato nel 2002 proprio a Suzuka e le cui responsabilità non sono mai state chiarite.

Stoner con la frizione tirata un attimo prima di cadere

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