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SBK, 8 Ore: Yamaha interrompe il digiuno a Suzuka

Espargaró, Smith e Nakasuga regalano a Yamaha un successo che mancava dal 1996

Dopo un'attesa lunga quasi vent'anni, Yamaha è tornata a colpire nella "tana" di Honda. L’ago della bilancia alla 8 Ore di Suzuka, con il ritiro del team MuSASHi RT HARC-PRO in seguito alla caduta di Casey Stoner, pendeva nettamente a favore del team factory Yamaha. Pronostico rispettato da Pol Espargaró, Bradley Smith e Katsuyuki Nakasuga, che hanno traghettato la nuova R1 ad una storica vittoria al debutto nella prestigiosa cornice dello storico tracciato giapponese. Un successo che mancava dal 1996 (con Colin Edwards e Noriyuki Haga), ottenuto in maniera netta (1'17 di vantaggio sul secondo classificato), seppur con qualche imprevisto.

Dopo aver piegato la resistenza del team Yoshimura Suzuki, penalizzato da una scivolata di Tsuda alla Triangle Chicane, l’equipe di Yamaha si è trovata coinvolta in un appassionante testa a testa con la squadra satellite TSR Honda. Nella concitazione creata dai ripetuti – sei, in totale – ingressi della Safety Car, Smith ha ricevuto trenta secondi di stop-and-go per aver effettuato un sorpasso in regime di bandiere gialle. Il britannico ha ripassato Dominique Aegerter, prima punta di TSR, ma lo svizzero ha spinto al massimo dopo il penultimo pit-stop di Yamaha, arrivando fino a 40 secondi di vantaggio prima di rientrare in pit-lane. Un gap poi azzerato dall'ultima progressione di Pol Espargaró, il più veloce del “trio” di Iwata in pista, che ha poi lasciato la R1 a Nakasuga e Smith per la passerella finale.

"Tutti in Yamaha aspettavano da tempo questa vittoria – ha detto EspargaróLa nostra squadra era proprio forte. Abbiamo fatto la pole, il record della pista, e vinto la gara. Ora voglio tornare a fare questa gara, mi sono divertito tanto".

"È un momento speciale per me e Yamaha – ha aggiunto SmithRingrazio Yamaha per aver messo in piedi questo progetto, avevamo promesso di vincere ed abbiamo rispettato i patti".

Il distacco inflitto agli avversari è di quelli pesanti: quasi 1’10 a Honda, doppiato il team Kagayama Suzuki (con Kagayama, Haga e Kiyonari) ed il resto della concorrenza. Missione compiuta, in attesa di vedere questa R1 debuttare nel mondiale SBK...

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