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MotoGP, Team Forward-Yamaha: ora serve un miracolo

Manca l'ufficialità ma ci sono poche speranze di vederli a Indy A piedi Bradl, Baz, Corsi e Baldassarri

Non è ancora ufficiale, ma ormai sembra inevitabile: il team Forward-Yamaha non sarà a Indianapolis.

Dall'arresto di Giovanni Cuzari, boss della squadra, a Lugano con l'accusa di corruzione, evasione fiscale e riciclaggio di denaro il team manager Marco Curioni ha provato a salvare il salvabile.

Il problema è stata la mancanza di fondi che ha impedito alla squadra di onorare gli impegni in vista della costosa trasferta americana.

A Curioni, che avrebbe dovuto dare la notizia addirittura giovedì scorso, resta ora il difficile compito di salvare non solo la prossima trasferta, successiva ad Indy, il Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno, ma addirittura di salvare l'intera compagine.

Gli sponsor infatti, in seguito all'arresto di Cuzari, hanno fermato i pagamenti e non ci sarebbero fondi per proseguire l'attività, il che porterebbe allo stop sia del team MotoGP che quello della Moto2.

Solo la Dorna a questo punto potrebbe mettere al riparo il team dalla chiusura del team per il resto della stagione. Ormai il futuro del team Forward-Yamaha è in mano all'Irta, che dovrà anche decidere della rottura del contratto vista l'assenza a Indy.

Un bel guaio per Stefan Bradl, Loris Baz, Simone Corsi e Lorenzo Baldassarri. E non solo per l'anno in corso.

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