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SBK, 8 Ore di Suzuka: di corsa verso la notte

COME SI SVOLGE 70 team si sfidano per la gara giapponese più importante dell'anno

La 8 Ore di Suzuka è un appuntamento del FIM World Endurance Championship. E’ una delle  gare motociclistiche che gode di maggior successo in Giappone ma molti fan arrivano anche da altri paesi in tutto il mondo per seguire l’evento.

Pensando di farmi una cosa gradita abbiamo tradotto questa spiegazione (ENG version) dal sito ufficiale perché da tutte le indicazioni per godere della gara che avrà luogo domenica prossima, con partenza nella notte italiana.

70 team, tra ufficiali e privati, composti da 2 o 3 piloti ciascuno,  il venerdì partecipano alle qualifiche per la gara. I primi 10 team qualificati partecipano ai Top 10 Trial di sabato dove due piloti per ciascun team effettuano un giro di qualifica. Il miglior tempo tra i due piloti di ciascuna squadra decide lo schieramento dei primi dieci team per la gara di domenica che inizia alle 11:30 e finisce alle 19:30.

Dato che la gara dura 8 ore, la posizione nello schieramento conta relativamente (molto meno rispetto ad una normale gara di MotoGP, per esempio). Tuttavia fare la Pole nella 8 Ore è considerata una cosa molto prestigiosa, quasi come vincere la gara vera e propria.

PIT STOP CRUCIALI PER LA VITTORIA -

Pit-stop veloci sono una delle chiavi della vittoria nella 8 Ore. Durante un pit stop la squadra deve fare rifornimento, cambiare le gomme e alternare i piloti alla guida.

La maggior parte dei team sceglie la strategia di 8 pit stop con stint di 23-25 giri per pilota. I top-team tuttavia fanno 7 pit stop che equivalgono a turni di 27-28  giri per pilota. Per sperare di vincere bisogna scegliere questa seconda strategia. Ma perché non lo fanno tutti? Per una questione di potenza del motore che nelle moto dei top team è superiore e consente loro di consumare meno essendo comunque veloci: in questo modo possono fare stint più lunghi e un pit-stop in meno. I team non ufficiali sono obbligati e settare i motori ad una potenza maggiore per tenere il passo degli ufficiali, ma in questo modo consumano di più e non riescono a fare turni di 27-28 giri.

RIENTRO ED USCITA DAI BOX IMPORTANTISSIMI - Questo è un aspetto che spesso sfugge all’attenzione dei tifosi. Il tempo del giro di rientro ai box e di quello di uscita è cruciale per mantenere la posizione in gara. All’interno della pitlane line c’è il limite di 60 km/h e la velocità che si riesce  mantenere prima ( o dopo) averla attraversata fa un mondo di differenza.

Alcuni piloti rallentano subito dopo la 130R (il curvone prima della “esse” che porta al traguardo) mentre altri “inchiodano” appena prima di entrare nella corsia box e in questo modo possono guadagnare anche 10 secondi rispetto a chi rallenta prima. Stesso discorso per il primo giro dopo la sosta.

Non tutti i piloti riescono ad essere velocissimi immediatamente: devono scaldare le gomme, verificare che tutto nella moto funzioni bene prima di andare al 100%. Anche tra i top team ci possono essere differenze di 20 secondi nel primo giro di rientro i pista.  Se inlap ed outlap sono lenti, nella peggiore delle ipotesi si possono accumulare 30 secondi di ritardo e anche se poi si va 1 secondo al giro più forte degli avversari in gara, servono 30 giri solo per recuperare!

GLI ULTIMI GIRI AL BUIO - La 8 Ore finisce alle 19:30: Il sole tramonta alle 18:30, il che significa che l’ultima ora di gara si corre al buio.

E’ forse la parte più emozionante della gara. L’ultima ora è sempre corsa dal pilota più forte della squadra? Non sempre. Guidare a 300 km/h alla luce dei fari della propria moto non è cose semplice, la prospettiva cambia drasticamente, la visione si riduce. Può essere spaventoso per un pilota non abituato a guidare in queste condizioni. I tempi si alzano moltissimo. Quindi le squadre scelgono i piloti più esperti nella guida al buio che non sempre è la “star” del team.


Fonte: Suzuka circuit (English version)

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