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SBK, Immagini confuse in TV, poi il dramma

"La sala stampa è vicina alla Pitlane". Il racconto del nostro inviato sul tragico incidente di Laguna

Erano circa le cinque del pomeriggio in California quando, a pochi metri dal via, Bernat Martinez e Dani Rivas restavano coinvolti in un incidente multiplo insieme ad altri quattro piloti (stando alle prime ricostruzioni, Eslick, McDonough, Pinkstaff, e Chisum).

A quell’ora la sala stampa brulicava di (pochi) colleghi e (molti) fotografi, impegnati nella solita routine: raccolto il materiale, lo si riordina e gli si dà una ripulita prima di inviare il prodotto finito. Gli schermi televisivi, tenuti ad un volume molto basso, hanno proiettato la partenza della seconda manche della SBK/Stk1000 di MotoAmerica senza che molti dei presenti se ne accorgessero.

Incuriosito, ho distolto lo sguardo dallo schermo del computer ricevendo, pochi istanti dopo, immagini drammatiche quanto confuse. Il punto dello scontro coincide con il primo cambio di inquadrature (da davanti a dietro ai piloti), e nemmeno il replay, trasmesso una sola volta, chiariva particolarmente la dinamica dell'incidente.

Si poteva vedere, però, che un pilota (insieme al collega Miles, avremmo poi scoperto che si trattava di Rivas) aveva perso l’appoggio dalla pedana sinistra in seguito ad un contatto, innescato da un rallentamento improvviso. Scivolato dalla sella, era stato colpito da un'altra moto che sopraggiungeva alle sue spalle. Davanti a lui, quattro o cinque terminavano la propria corsa in una drammatica carambola nella via di fuga sulla destra della curva 1.

La sala stampa è adiacente all'uscita della pit-lane, ed ho raggiunto con pochi passi il luogo dell’incidente. Sul mio percorso, ho incontrato due meccanici che conducevano a mano due moto incidentate. Agivano senza fretta, con apparente tranquillità, ma un silenzio tetro avvolgeva la scena. Poche decine di metri più in là, nascosti da una fila di prefabbricati, arrivavano i mezzi di soccorso. Personale di Dorna, MotoAmerica e SCRAMP (la società che gestisce il tracciato) si scambiava informazioni, mentre un pilota lasciava la scena camminando sulle proprie gambe ed altri venivano portati via in barella. Due di loro, però, erano rimasti a terra privi di sensi.

Poco dopo, è emerso il nome del pilota colpito alla partenza. Era Dani Rivas, spagnolo proveniente dal CEV recatosi in America in cerca di fortuna su chiamata da parte di BMW. Le ambulanze erano già partite, una verso Monterey e l’altra verso Salinas, equidistanti dal tracciato. Le prime indiscrezioni dall’ospedale davano Rivas in condizioni critiche ma stazionarie. Il fatto che fosse stata utilizzata l'ambulanza, senza far partire l’elicottero, lasciava ben sperare. Purtroppo, poche ore dopo, le notizie ufficiali erano ben più tragiche. Rivas ha perso la vita, e con lui il connazionale Bernat Martinez, che correva a tempo pieno in MotoAmerica con Yamaha.

Entrambi spagnoli, hanno condiviso un destino crudele, lontano da casa e dai riflettori, inseguendo un sogno su una delle piste più iconiche del mondo.

I due infatti erano stati rivali nel CEV. Daniel Rivas si era diviso fra SBK e Extreme, con alcune puntate in Moto2, miglior piazzamento un 13° posto a Valencia nel 2012 con una Kalex. Martinez era invece alla sua seconda stagione negli States e l'anno passato con la Yamaha si era giocato un podio in New Jersey.

Pensare che la gara avrebbe dovuto essere il degno coronamento di un pomeriggio di festa. La pioggia e le nuvole del mattino avevano finalmente lasciato spazio ad un sole tiepido e benigno, nel paddock della SBK i team erano allegramente all’opera per chiudere le casse da spedire in Malesia dopo un lungo weekend a 9000 miglia da casa prima di godersi una meritata birra, magari sulle pittoresche banchine di Cannery Row che tanto piacevano a Steinbeck ed ai suoi "eroi" della classe operaia. Mentre Martinez e Rivas si spengevano in ospedale, la ripartenza ha regalato al pubblico – stando ai colleghi americani – la gara più bella dell’anno. Ci piace pensare che l’abbiano voluta vedere anche loro fino alla fine, prima che le loro anime andassero in un posto migliore. Descansad en paz, hermanos.

 

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