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MotoGP, Iannone: la vittoria non è un'ossessione

"Al Sachsenring tornemo alla normalità". Dovizioso: "dobbiamo solo lavorare sui dettagli, la base c'è"

Uno scatto fulmineo alla partenza, poi il fiato corto nelle ultime due gare. La Ducati aveva stupito al debutto della GP15, prima di soffrire di un calo. Un po’ la sfortuna, un po’ dei tracciati ostici, il podio è mancato anche se i due Andrea non si fasciano la testa e ostentano ottimismo.

Sono contento, arrivare a questo punto della stagione in terza posizione in campionato e in questa condizione non era per nulla scontato - sottolinea Iannone - Fino a ora stiamo disputando un buon anno e abbiamo gestito ogni gara nel migliore dei modi”.

L’abruzzese non dimentica quanto fatto di buono nei primi Gran Premi e pensa che tornare a quei livelli sia tutt’altro che impossibili.

Veniamo da due piste non troppo indicate per la nostra moto, credo che qui al Sachsenring torneremo alla normalità. Già lo scorso anno con la GP14 ero andato bene e sono curioso e motivato per scoprire cosa potrò fare con la GP15 - continua - Non dimentico che il GP del Mugello è stato solo poche settimane fa e fino a quel momento siamo stati al di sopra delle nostre aspettative. Abbiamo creato molto clamore con i nostri risultati, ma la moto è comunque nuova, la stiamo ancora scoprendo”.

A inizio stagione, l’obiettivo dichiarato era stato vincere una gara.

Non bisogna essere ossessionati dalla vittoria. Certamente un pilota ci pensa sempre, si corre puntando al massimo, ma ora dobbiamo restare concentrati e avvicinarci agli avversati. Poi penseremo in grande”, conclude.

Anche Dovizioso vuole ritornare a lottare per le prime posizioni, anche se il Sachsenring non è mai stata una delle sue piste preferite in MotoGP.

Voglio rifarmi dopo gli ultimi risultati, anche se non penso sarà facile per le caratteristiche di questo circuito - spiega - Però partiamo da una buona base e se lavoriamo bene un buon risultato è possibile. Dobbiamo solo stare tranquilli e concentrarci sui dettagli, analizzare le sfumature. Non c’è bisogno di stravolgimenti, ma gli ultimi decimi sono sempre i più difficili da limare”.

In un certo senso la situazione di Ducati sembra ricordare quella di Ferrari in Formula 1.

E’ difficile per me fare un confronto non conoscendo la loro situazione nel dettaglio, forse nel loro caso la Mercedes si stava semplicemente tenendo più margine - riflette - Per quanto ci riguarda, non ho una risposta chiara per spiegare la nostri situazione ma quello non significa che sia preoccupato. Dobbiamo solo cercare di capire cosa è accaduto per migliorare”.

Il livello, secondo il Dovi si è alzato nelle ultime gare.

“Di poco, ma fa la differenza - sottolinea - Marquez sta riprendendo fiducia e Lorenzo e Rossi si stanno spingendo a vicenda. Noi però non siamo andati indietro”.

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