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MotoGP, Albesiano: la testa è contenta, il cuore no

"Stiamo imparando molto ma mi aspettavo risultati migliori. Il 2016 sarà l'anno della rivoluzione"

E’ stata una scelta condivisa. Abbiamo preso atto che questa decisione era la migliore ed entrambe le parti sono state d’accordo”. Romano Albesiano, responsabile Aprilia Racing, commenta laconicamente il divorzio da Marco Melandri. Inutile continuare a insistere in un rapporto che si trascinava, meglio dare un taglio netto e pensare al futuro. Anche perché il lavoro da fare è tanto e non solo per il 2015, fra poco più di 6 mesi ci saranno i test a Sepang e il tempo nelle corse è tiranno, in tutti i sensi.

Albesiano, sarà Michael Laverty a sostituire Melandri in Germania, lo impiegherete per tutto il resto della stagione?

In un anno come questo sarebbe in un certo senso naturale continuare con un tester, ma non abbiamo ancora deciso. Vedremo come andrà Michael al Sachsenring e dopo la gara prenderemo una decisione.

La stagione è solo a metà, ma bisogna anche guardare alla prossima.

“E infatti la progettazione della moto 2016 è in fase di conclusione. Però è anche iniziato per noi il mercato piloti, ci stiamo guardando intorno e vogliamo chiuderlo abbastanza in fretta”.

Non è difficile trovare un buon pilota considerate le attuali prestazioni della RS-GP?

Al contrario, c’è molto interesse nei nostri confronti, anche da parte di nomi importanti. Da parte nostra c’è un programma di crescita ragionata”.

Meglio puntare sull’esperienza o su un giovane?

Un pilota esperto lo abbiamo già, è Alvaro, pensiamo che affiancargli una promessa sia la scelta più equilibrata. Ma non chiedetemi di fare nomi”.

Alvaro BautistaQual è il bilancio di questa prima parte di campionato?

Sono sincero, mi aspettavo qualcosa di più in termini di risultati, anche se non molto. Resta il fatto che qualche soddisfazione siamo riusciti a togliercela, come il 10° posto di Bautista a Barcellona. Inoltre Alvaro è riuscito a entrare spesso nella zona punti”.

Cosa avete imparato?

Tantissime cose e da ogni punto di vista, per esempio abbiamo capito che dobbiamo crescere molto nella parte ciclistica. Diciamo che sono più contento con la testa che con il cuore. Stiamo crescendo molto tecnicamente ma vogliamo migliori risultati.

Non sei pentito di avere fatto un anno di test prima di entrare in MotoGP, come la Suzuki?

Dipende da quali sono i parametri. Se si voleva essere costantemente nei primi 10 allora quella era la scelta giusta, ma noi avevamo bisogno di accelerare la curva di apprendimento e allora abbiamo fatto bene a entrare subito”.

C’è chi vi accusa di non avere evoluto molto la RS-GP da inizio stagione. Cosa rispondi?

Mi sembra scorretto affermarlo, abbiamo portato telai e forcelloni nuovi ed evoluzioni del motore, non credo siano poco”.

Arriverà altro da qui a fine stagione?

Il test team sta lavorando e qualche componente di ciclistica e motore lo introdurremo, ma non sarà una rivoluzione. L’80% del nostro impegno ora è sulla moto 2016.

Michael LavertyQuando la vedremo e come sarà?

Il programma è portarla in pista per delle prove private prima dei test in Malesia di febbraio. Per certi versi sarà un’evoluzione della moto attuale, in tutte le sue parti”.

Come ha fatto Ducati?

La nostra situazione è molto diversa, loro potevano contare su anni di esperienza e dati in MotoGP. Il 2016 per noi sarà l’anno della nostra ‘Rivoluzione industriale’, sarà una MotoGP vera. Non ci sarà una parte in comune con la moto attuale, fatto salvo qualche componente della distribuzioni a valvole pneumatiche e del cambio seamless”.

Pensi di avere sottovalutato qualche aspetto in questo debutto in MotoGP?

Non se sottovalutate sia la parola giusta, ma abbiamo sofferto molto per il carico di lavoro a cui il Reparto Corse è stato sottoposto. I nostri ragazzi hanno dovuto fare fronte a uno sforzo eccezionale che non può essere protratto. Abbiamo capito di quanto questa MotoGP necessiti in termini di numero di persone coinvolte”.

Significa che rafforzerete il Reparto Corse?

"Probabilmente sì”.

C’è invece un aspetto di cui sei particolarmente soddisfatto?

“Abbiamo fatto un ottimo lavoro sul motore e in particolar modo sulla trasmissione”.

Con il senno di poi, accetteresti di nuovo di entrare così precocemente in MotoGP?

“Sono un uomo d’azienda e faccio quello che mi si chiede. Come ho detto, ho imparato molto e certe cose si possono capire solo dal didentro”.

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