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MotoGP, Valentino Rossi, solo contro tutti

Al Sachsenring Lorenzo vuole ridurre lo svantaggio, Marquez la rivincita e le Ducati scalpitano

Quando si è primi, davanti a tutti, si è inevitabilmente soli. Nessun alleato, ma molti avversari che scalpitano per scalzarti dalla vetta. E’ la posizione di Valentino Rossi, che si è preso la testa del campionato alla prima gara in Qatar e non l’ha ancora lasciata. Il decimo titolo è l’obiettivo dichiarato e il Dottore sta giocando le sue carte con abilità. I 10 punti di vantaggio su Lorenzo non sono molti, ma comunque importanti in un campionato a due in cui tanti possono intromettersi per togliere punti a uno o all’atro.

IL PRIMO NEMICO E’ IN CASA - L’avversario principale di Valentino è senza dubbio Lorenzo, quello che ha rilanciato le sue quote con le quattro vittorie consecutive da Jerez a Barcellona arrivando a un passo dal compagno di squadra. Rossi ha ristabilito le gerarchie ad Assen, sfruttando al meglio una pista amica e un fine settimana perfetto. La loro lotta è un braccio di ferro che sta durando mesi, in cui nessuno è disposto a cedere.

Un confronto basato sulla velocità, certo, ma anche sull’intelligenza. Entrambi non hanno sprecato nulla - l’italiano è l’unico pilota a essere sempre salito sul podio in questa stagione - e hanno saputo quando accontentarsi, consci che una caduta darebbe all’altro un vantaggio molto grande. Ora ogni mezzo è lecito, psicologia compresa, anche se a questa parola entrambi fanno orecchie da mercante.

Il Sachsenring segnerà la metà del campionato e presentarsi alla pausa estiva con un bottino di punti accresciuto o una vittoria - a seconda dei casi - garantirebbe uno stop rilassante. La pista tedesca in questo caso gioca a favore di Rossi, non che la ami particolarmente ma più di Lorenzo. Jorge infatti non vi ha mai vinto, né in MotoGP né nelle classi minori.

Valentino Rossi e Marc MarquezIL SECONDO ALLA PORTA - Non ha obiettivi di classifica, ma tanta, tanta voglia di una rivincita. Difficile che Marquez abbia risolto con un sorriso quello che è accaduto fra lui e Valentino in Olanda. Subito dopo la gara si era lanciato in dichiarazioni piccanti e il fuoco non si era placato neanche col passare delle ore. Ad Assen Marc si è sentito privato di una vittoria e vuole riprendersela al più presto.

Che la pace fra i due non potesse durare a lungo era prevedibile, impossibile fra due piloti con lo stesso obiettivo. In Argentina il primo incontro ravvicinato, risolto con un sorriso, ma quello che è successo la scorsa settimana il piccolo diavolo non lo vuole dimenticare. Il titolo per lui - almeno di grosse sorprese - non è più un traguardo e vuole concentrarsi sui risultati di tappa, soprattutto ora che con il vecchio telaio ha ritrovato quella fiducia perduta.

Marquez è un campione, ha scritto nel DNA che non gli piace perdere, men che meno all’ultima curva. Se potrà, restituirà volentieri il favore a Rossi, per dimostrare che è ancora lui l’uomo da battere.

GLI ALTRI IN AGGUATO - La lista dei ‘nemici’ è comunque ancora lunga e incomincia con i due Andrea della Ducati. Dovizioso e Iannone mancano dal podio da qualche gara e non vogliono fare aspettare ancora molto i tifosi. Il forlivese dovrebbe avere chiuso i conti con la sfortuna e l’abruzzese è guarito dall’infortunio alla spalla. La GP15 ha avuto un paio di GP difficili, ma a Borgo Panigale stanno lavorando per risolvere i problemi di gioventù.

Vedere le rosse sul podio significa scalzare uno dei Magnifici 3 e l’impresa è alla portata della coppia italiana. Che però non è la sola a puntare a quei gradini. Bisogna anche ricordare Dani Pedrosa, un pilota che al Sachsenring si è sempre espresso al meglio (dal 2010 al 2012 vinse tre edizioni consecutive del GP di Germania).

Lo spagnolo ha dovuto fare i conti con la sindrome compartimentale a inizio stagione, dopo un’operazione e un lungo stop sta ritrovando però forma e velocità. Un altro pretendente da tenere d’occhio.

La lista è lunga e magari anche le Suzuki potrebbero essere vicine su una pista in cui la velocità massima non è importante. Rossi dovrà guardarsi da tanti attacchi, solo contro tutti, una posizione che piace ai campioni.

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