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MotoGP, Lorenzo: "Certe manovre è giusto punirle"

"Rossi è il favorito per la conquista del titolo, chi prima sbaglia perderà però il campionato"

Una cosa è certa: non se lo immaginava proprio così il weekend di Assen, Jorge Lorenzo. Se la tappa olandese doveva essere quella del sorpasso nei confronti del compagno di squadra, Valentino Rossi ha fatto capire che non vuole rinunciare al decimo titolo. Dieci, come le lunghezze di distacco da recuperare nei confronti del pilota di Tavullia. Lo spagnolo,  intervenuto mercoledì sera all’evento milanese"Il coraggio di mettersi in gioco", organizzato da Sector e Napapijri, dà appuntamento in Germania, un tracciato dove manca ancora la vittoria.

Quanto vale questo podio di Assen?

"Tantissimo. Siamo stati in difficoltà nella giornata di sabato, soprattutto in qualifica, essere riusciti ad arrivare tra i primi tre è stato qualcosa di fondamentale. A volte bisogna essere lucidi e sapere fare i calcoli, evitando di prendere rischi inutili. Sono convinto che chi meno sbaglierà, porterà a casa il titolo".

Non è mancata inoltre la polemica gomme. Cosa ci puoi dire?

"E’ evidente che non mi sia trovato bene con questo tipo di pneumatici. Il mio è uno stile di guida molto fluido e pulito, Bridgestone ha favorito in questa occasione piloti che hanno staccate aggressive. Speriamo di riuscire ad avere buona sintonia con la gomma già dalla prossima gara".

In Germania arrivi con 10 punti da recuperare. In molti sostengono però che siete ancora alla pari te e Rossi. È davvero cosi?

"Valentino in questo momento è il favorito. Ha vinto l’ultima gara e ha grande carica, ma soprattutto fiducia nel mezzo. Sarà necessario non commettere errori, perché un’eventuale caduta potrebbe valere il mondiale".

In Olanda tra Marquez e Rossi la caduta è stata sfiorata davvero per poco. Credi sia giunto il momenti di prendere decisioni?

"Sì. Il motociclismo è lo sport più pericoloso e si è fatto poco per tutelare certe manovre. Nella Formula 1, così come nel calcio, i contatti vengono spesso sanzionati. Anche nella MotoGP serve andare in questa direzione".

In questo campionato Marquez non ha più nulla da perdere. Potrebbe diventare tuo alleato?

"Non penso proprio, Marquez corre per sé stesso, senza badare agli altri piloti. Vuole vincere, perché dopo due gare senza punti si ha sempre tanta voglia di rifarsi. Ovviamente se dovesse tenere dietro Valentino sarebbe un gran favore, però io punto solo su me stesso".

A distanza di due anni ti ritrovi nuovamente a lottare per il titolo. Cosa è cambiato rispetto alla rivalità con Marquez?

"Questa volta è una lotta alla pari. Valentino al momento è primo, però abbiamo la stessa moto e gli stessi sviluppi. Due anni fa c’era da scontrarsi con una Honda particolarmente competitiva e tante volte siamo stati costretti a soffrire. Inoltre quella caduta in Olanda ha condizionato la stagione".

Recentemente Stoner ha detto che la MotoGP non è più quella di una volta. È davvero così?

"Le parole di Casey non le ho sentite, magari qualcuno ha sbagliato a riportarle. Per me questa stagione è una delle più belle, c’è una gran lotta, inoltre si sente che il pubblico si avvicina sempre più a questa specialità".

Il tuo amico Max Biaggi è tornato nuovamente in Superbike, dimostrando che non c’è un limite d’età. Tu quanto vorrai rimanere ancora in sella alla moto?

"Difficile dirlo adesso. Max rimarrà per sempre un esempio da seguire. In questo momento mi sento in grande forma e quindi spero di rimanere nel motomondiale ancora per tanti anni".

 

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