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MotoGP, Ducati, Pirro: veloci anche senza le concessioni

"La GP15 va forte comunque. Un anno fa avrebbe potuto vincere ad ogni gara, e lo sviluppo va avanti"

La squadra corse Ducati MotoGP lavora senza sosta. Tra passato, presente e futuro. Tra le tavole (rotonde?) delle riunioni MSMA e la pista. La GP15 ha sconvolto gli equilibri del motomondiale, e dopo il “terremoto” recente riguardo alla piattaforma inerziale, le scosse di assestamento sono arrivate fino al Mugello, dove il test team sta effettuando tre giorni di prove con il collaudatore Michele Pirro. Le fondamente, in ogni caso, sembrano molto solide.

“Stiamo già girando con la moto in configurazione 2016 da un po' di tempo – ha detto Pirro – Molte delle concessioni attuali non hanno ripercussioni sulla performance. La moto va già molto forte. Non usiamo mai tutta la benzina a disposizione, in gara non abbiamo mai adoperato la gomma morbida, che comunque non ti dà un secondo in qualifica, e anche per quanto riguarda i motori abbiamo già raggiunto un’ottima affidabilità, senza la necessità di usarne 12”.

E per quanto riguarda l’elettronica?

“Il fatto che sarà uguale per tutti non credo cambierà nulla, né che andrà ad influenzare le nostre prestazioni. Il piano di sviluppo resta uguale per noi”.

E come si articolerà nei prossimi mesi?

“Non dimentichiamo che la GP15 ha debuttato in pista a febbraio, è ancora molto giovane ma non ci manca molto per lottare sempre alla pari con Honda e Yamaha. Soprattutto, consente molte più regolazioni della GP14, e non abbiamo ancora esplorato quelle più estreme”.

Come si svolge il tuo lavoro da collaudatore?

“Faccio molte uscite, effettuando prove comparative con assetti pressoché identici a quelli di Dovizioso e Iannone, in modo da raccogliere dati che gli consentano di lavorare più in fretta e con qualche certezza in più nei weekend di gara”.

La tua moto è denominata “lab”. In cosa si differenzia da quella ufficiale?

“Sono praticamente uguali. La base è la stessa, e la differenza più grande rispetto allo scorso anno è che stiamo lavorando sui dettagli. Prima ci mancavano 1 o 1.5 secondi, ora lavoriamo sui decimi. Il vecchio progetto era arrivato ad un limite, quello della GP15 è ancora sconosciuto”.

Nelle ultime due gare però la nuova moto ha subito una sorta di battuta d’arresto…

“È il livello che si è alzato ancora. Lorenzo è tornato quello di una volta, Rossi è in grande forma, e Marquez cerca disperatamente il riscatto. È una guerra agonistica che ha alzato ulteriormente l’asticella. Ad esempio, quest’anno stanno crollando quasi tutti i record, anche quelli che risalgono a due o tre anni fa, nonostante le gomme siano praticamente le stesse”.

In tutto questo, cosa manca ancora a Ducati?

“È solo una lotta contro il tempo. Se la GP15 fosse arrivata nel 2014, avrebbe potuto lottare per la vittoria ovunque. Quest’anno, già all’esordio in Qatar, ce la siamo giocata fino al traguardo. Le corse sono così, c’è una spinta costante per migliorare le prestazioni di moto e piloti, e non ci manca molto”.

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