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SBK, Provaci ancora Max! Sepang chiama Biaggi

In attesa dell'ufficialità, il Corsaro stuzzica via Twitter: "E se ci fosse un'altra gara all'orizzonte?"

“Questo è stato un rodaggio, correre a Sepang sarebbe la ciliegina sulla torta”, aveva detto Max Biaggi al termine delle gare della SBK a Misano. Con i 44 anni compiuti la scorsa settimana, sembra che non sia arrivato solo il dolce, ma anche il regalo. Manca solo l’ufficialità, ma il Corsaro tornerà a indossare tuta e casco per un’ultima sfida nella giungla malese.

Le prime indiscrezioni erano trapelate da un paio di mesi, ed il circuito stesso aveva già messo la pulce nell’orecchio con un comunicato sibillino – ma neanche troppo – riguardo alla presenza di una “leggenda delle derivate di serie” in veste di wild-card nel GP del 2 agosto. Oggi, è arrivata l’ultima comunicazione a riguardo, firmata da Biaggi stesso via Twitter.

“Misano, un ricordo vivo nella mia testa – ha scritto Biaggi, aggiungendo – E se ci fosse un’altra gara all’orizzonte? Sono ancora qui, per una nuova, stupenda avventura con la mia RSV4”.

Parole che lasciano poco spazio all’immaginazione, ma tanto ai sogni dei tifosi del romano. Già a Misano, Biaggi ha dimostrato di potersela giocare praticamente ad armi pari con i piloti "full time". Dopo aver siglato primo tempo al venerdì ed il quinto in qualifica, il Corsaro ha chiuso ad un decimo dall’ufficiale Leon Haslam in Gara Uno, e soli sei secondi dal vincitore Rea nella seconda manche. Gli è mancata soltanto un po’ di cattiveria in gara, lo ha detto lui stesso, ma è questione di abitudine.

Come a Misano, Biaggi è in predicato di effettuare dei test a Sepang per preparare il weekend meticolosamente. In ogni caso, la pista malese ha sempre rappresentato un “porto amico” per il Corsaro: 4 vittorie in 250 ed una in MotoGP (2002) alla quale vanno aggiunti altri tre podi. La Superbike corre a Kuala Lumpur soltanto dall’anno scorso, quando Aprilia fece doppietta con Marco Melandri due volte vincitore davanti a Sylvain Guintoli. La RSV4 non sarà più la stessa, Biaggi avrà qualche anno in più, ma entrambi possono sicuramente giocare un ruolo da protagonisti. Insieme, appassionatamente, per un’ultima danza. A meno che, qualora dovesse arrivare un risultato eclatante, Biaggi non tornasse sui suoi passi, togliendosi i panni di collaudatore per tornare a vestire quelli del pilota a tempo pieno. Ma questa è un’altra, e meno probabile, storia. Per ora, ci sono altre pagine aperte in attesa di scoprirne il finale.

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