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Stoner: la MotoGP non è sport, fa schifo

"Le vere gare nella 500 con Doohan, Rainey, Schwantz, Gardner e Lawson"

Guardare ma non toccare (più). Tale sembra essere il comandamento di Casey Stoner riguardo alla MotoGP. Il nome dell’australiano, ritiratosi a fine 2012, è comparso più volte sulla stampa di settore recentemente. Dalla conferenza indetta per la presentazione del casco con il quale correrà la 8 Ore di Suzuka fino alla sua presenza al Goodwood Festival of Speed, passando per la parata con la nuova Honda RC213V-S subito prima del GP di Barcellona.

In tutte queste occasioni Stoner, mai avaro di dichiarazioni, ha continuato a mostrare la proverbiale mancanza di peli sulla lingua. Vista l’età del “Canguro” (29 anni), una delle domande più ricorrenti è quella riguardante un suo ipotetico ritorno alle competizioni. La risposta fin qui era sempre stata “no”, per varie ragioni, ma ora Stoner ha deciso di togliersi qualche sassolino che doveva essersi infilato in un angolo dei suoi stivaletti da pilota.

“Se tornassi a correre, vorrei farlo nel periodo d’oro della 500, con gare vere e piloti come Doohan, Rainey, Schwantz, Gardner e Lawson – ha dichiarato il due volte iridato a Moto RevueA quell’epoca era uno sport, oggi è una merda”.

Ricordiamo, prima che si convochi la giuria, che si tratta di una dichiarazione estrapolata come anticipazione di un articolo che uscirà per intero soltanto in versione cartacea, e pertanto andrà contestualizzata. Sappiamo già tutti, invece, che la macchina del tempo per avverare i desideri di Stoner non è ancora stata inventata. L’australiano è ultimo esponente di spicco di un lignaggio “overseas” che ha sempre preferito lasciar parlare il cronometro, conducendo una vita piuttosto isolata anche in un ambiente familiare come il paddock. Pensiamo a Kenny Roberts, il primo grande campione d’oltreoceano, che nei primi anni a malapena parlava con la stampa ma poi è diventato un’icona mondiale. Ma anche allo stesso Doohan, più volte citato dallo stesso Stoner come suo riferimento in base soprattutto alla durezza delle maniere. Comunque, anche senza tornare tra i cordoli della MotoGP, il 27 continua a far parlare di sé.

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