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MotoGP, Open addio, nuove regole vecchi problemi

Dopo Assen congelato anche il software. Nuove regole 2016 che non liberano però da tutti i dubbi

Assen segna un punto di svolta per la MotoGP. E' questa infatti la data scelta dalla MSMA, l'associazione che riunisce le case, per il congelamento dell'elettronica.

Al Gran Premio d'Olanda si mette un punto. Ed è un punto importante perché al successivo Gran Premio di Germania, al termine della gara, la Dorna ritirerà per ogni casa impegnata nel motomondiale una centralina programmata.

Questa servirà, solo in caso di contestazione, come campione per verificare l'identicità del software.

A spiegare i cambiamenti regolamentari è Corrado Cecchinelli, tecnical director della Dorna. Ex ingegnere Ducati Cecchinelli è l'uomo nelle cui mani è affidato il difficile compito di tenere la MotoGP in equilibrio, frenando di conseguenza i balzi in avanti delle Case con l'obiettivo di porre un freno ai costi.

"Praticamente il congelamento del software è il primo passo per l'abolizione della distinzione fra moto Factory ed Open - spiega - ed apre la porta al nuovo regolamento che entrerà in vigore nel 2016".

OPEN ADDIO - Già perché l'anno prossimo finalmente le regole saranno uguali per tutti…o quasi.

Le uniche differenze che resisteranno saranno infatti quelle legate ai vantaggi per le Case che, entro l'anno precedente, non abbiano ancora vinto un Gran Premio. A tutt'oggi Ducati, Suzuki ed Aprilia ma, dal 2017, ovviamente, anche KTM.

"I motori a disposizione per disputare l'intero campionato per queste case saranno 9, non congelati, mentre gli altri, attualmente Honda e Yamaha, ne avranno solo 7 ma congelati nello sviluppo - precisa Cecchinelli, che aggiunge - la capacità del serbatoio invece prevederà 22 litri, per tutti. Inoltre anche i piloti ufficiali avranno la possibilità di provare liberamente. Ovviamente il software sarà unico".

STOP ALLE SUPERSOFT - Sono novità significative, a cui se ne aggiunge un'altra molto importante: non esisterà più alcuna distinzione nella fornitura delle gomme. Con l'arrivo della Michelin, infatti, sparirà anche per le case indietro tecnicamente la possibilità di usufruire di una copertura più morbida da utilizzare in qualifica. Gli pneumatici, nella allocazione prevista Gran Premio per Gran Premio saranno uguali per tutti.

Fin qui le regole facili. Ricordiamo che l'obiettivo della Dorna e della FIM è la 'normalizzazione' delle prestazioni delle diverse moto con l'intento di migliorare lo spettacolo.

Per questo motivo la MSMA ha deciso di stringere il recinto nel quale finora ha galoppato libera l'elettronica. E per riuscirci, dopo aver accettato l'obbligo della centralina (Marelli) unica ed il software unico ha introdotto una nuova norma riguardo ai sensori.

Ma cosa sono i sensori? Possiamo definirli componenti che fisicamente effettuano la trasformazione della grandezza misurata in un segnale di altra natura. Pensate al sensore di parcheggio che trasforma la prossima di un ostacolo ad un segnale ottico/acustico. Le moto e le auto di oggi sono piene di sensori che come tentacoli esplorano il mondo circostante. Per chiarire ulteriormente il concetto, nulla meglio di wikipedia. Comunque ne abbiamo parlato QUI.

SENSORI OMOLOGATI - I sensori dunque sono liberi, ma ogni casa dovrà provvedere ad omologare i propri che dovranno anche essere in libera vendita ad un prezzo predefinito. Non solo, dovrà essere indicata una data di consegna predefinita. Questo in modo che ogni casa partecipante al motomondiale possa decidere di acquistare e provare i sensori della concorrenza sapendo quando ne potrà disporre ed a che prezzo.

SENSORE PROPRIETARIO - Al fine di non stringere troppo il cerchio ogni casa sarà però autorizzata ad utilizzare un sensore proprietario, non omologato e dunque non disponibile per la concorrenza che però dovrà essere esclusivamente 'passivo'. I suoi dati, cioè, non dovranno essere utilizzati dal software di gestione dell'elettronica per comandare le varie strategie.

IL TORSIOMETRO - E' il classico caso, questo, del misuratore di coppia, alias il famigerato 'torsiometro'. Si è creata una leggenda attorno a questo dispositivo, ma la realtà è che è di utilizzo comune. Di conseguenza la Honda, per esempio, continuerà ad usarlo monitorando la coppia all'uscita del pignone e la Ducati sulla corona.

I suoi dati, dunque, potranno essere utilizzati per la messa a punto fine delle strategie di controllo, ma mai in forma attiva.

IL NODO DELLA PIATTAFORMA INERZIALE - "Queste sono le regole già accettate dalla MSMA - prosegue Corrado Cecchinelli - e che dunque entreranno in vigore a partire dal 2016. Ovviamente ci sono ancora alcune discussioni in atto. Fra le 'additional device' libere, cioè non catalogate come sensori, ci sono il cruscotto, la pulsantiera ma anche la piattaforma inerziale. Ciò vuol dire che ogni casa potrà utilizzare la propria".

Su questo punto è nata una discussione fra le case. C'è chi però dice, come la Ducati, che è stato un errore non catalogare la piattaforma inerziale come sensore. Questa infatti è addirittura un insieme di sensori. Per questo motivo la Dorna vorrebbe che anche quest'ultima, come la centralina, fosse comune.

L'insieme di centralina+piattaforma inerziale condivisa permetterebbe anche un controllo più efficace sul funzionamento del software unico eliminando alla radice il problema.

Perché questo è un problema. E lo scopriremo presto. Rimanete collegati.

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