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MotoGP, Assen, FP1: partenza sprint di Rossi

Il Dottore precede Marquez, Pedrosa e Lorenzo. Dovi (9º) primo su Ducati

“Bisogna partire forte fin dai primi turni”, aveva detto Valentino Rossi durante la conferenza stampa alla vigilia del primo turno di prove ad Assen. Il Dottore pare aver trovato la ricetta giusta, tanto da aver siglato il miglior tempo provvisorio con un 1’34.357, già due decimi più rapido del record del circuito (1'34.548 di Pedrosa).

Il nove volte iridato, al quale resta da migliorare il T2, ha utilizzato il telaio nuovo (differenti rigidezze) già provato nei test privati ad Aragon di una settimana fa, confermando i responsi iniziali e continuando il lavoro di sviluppo con la ciclistica aggiornata. Cronologici alla mano, Rossi ha infilato sei giri tra 1’35 netto e 1’34 basso, mostrando una costanza à la Lorenzo, fermo a +0.415 dal compagno di squadra in quarta posizione. Dopo una prova comparativa, anche il maiorchino ha optato per il telaio aggiornato, ma, oltre al T2 come Rossi, patisce anche l’ultimo settore. Il suo passo, inoltre, resta in 1’35 basso, un muro abbattuto soltanto in due occasioni.

Risposta decisa, dopo il flop di Barcellona, da parte di Honda. Marc Marquez e Dani Pedrosa si sono inseriti tra i due ufficiali Yamaha, chiudendo rispettivamente a +0.195 e +0.213. Marquez, in particolare, ha reagito positivamente dopo una caduta – innocua ma potenzialmente ben più pericolosa – nel primo giro di uscita alla curva 15, dove ha rischiato un high-side nel cambio di direzione prima di trovare la via di fuga e saltar giù dalla sella a pochi metri dagli air fence. Il campione in carica, a differenza di Rossi e Lorenzo, ha fatto un passo indietro con la ciclistica, tornando al telaio 2014 con il quale, nonostante qualche sbavatura qua e là, sembra in grado di guidare dal lato giusto del limite. Attenzione invece a Pedrosa, che ha perso quasi tre decimi nell’ultima variante durante il proprio miglior giro a causa del traffico, ma virtualmente ha il miglior tempo.

Quinto tempo per Pol Espargaró (+0.570) davanti al compagno Bradley Smith con le Yamaha satellite di Tech3. Procedono in tandem anche le Suzuki di Maverick Viñales ed Aleix Espargaró, rispettivamente in settima (+0.693) e ottava (+0.818) posizione. La Casa di Hamamatsu, tornata in pole position a Barcellona, ha anche portato nuove strategie di elettronica (launch control in particolare) per ovviare ai limiti in partenza.

Turno insolitamente opaco per le Ducati, relegate ai margini della Top 10. Andrea Dovizioso, che ha lamentato grossi problemi in staccata, ha siglato il nono tempo (+0.866) davanti al pilota satellite Danilo Petrucci. Soltanto tredicesimo Andrea Iannone, alle spalle di Cal Crutchlow, sorprendentemente preceduto dal compagno Jack Miller sulla Honda Open. Quindicesimo Yonny Hernandez, ad un secondo e mezzo.

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