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SBK, Biaggi: di nuovo solo contro tutti

Max dopo le gare di Misano: "il podio non era lontano e spero che a Sepang arrivi la ciliegina sulla torta"

Biaggi: di nuovo solo contro tutti

Non sono più un pilota da corsa, mi definirei più un pilota da compagnia”, Max Biaggi scherza rilassato. Le due gare sono un ricordo, da fissare e metter e ancora pienamente a fuoco. “Sono state tante le emozioni in questo fine settimana, alcune che non mi aspettavo. E’ stato un evento mediatico, con le telecamere sempre puntate. Non mi lamento, l’ho scelto io e l’entusiasmo della gente mi ha ripagato”, continua. Il Corsaro sa di non avere sfigurato, di avere vinto la sua scommessa. Si è goduto il suo ritorno, fuori e dentro la pista.

Max, qual è stata l’emozione più grande?

Quando prima della gara i meccanici mi hanno consegnato la moto. E poi quando ho abbassato la visiera del casco e mi sono trovato di nuovo solo contro tutti, ma con meno anni rispetto a una volta”.

Cos’era cambiato?

Per due anni e mezzo sono stato tutto ‘peace and love’, insieme alla mia famiglia. Non avevo più il coltello tra i denti, rispetto a qualche anno fa sono uno zuccherino. In gara 1 alla prima curva avrei potuto infilare Haslam prendendomi qualche rischio: non l’ho fatto, una volta non ci avrei nemmeno pensato su”.

Non hai comunque scherzato…

Ho una carta d’identità pensante, 44 anni la scorsa settimana e se ci penso posso dire di avere ottenuto degli ottimi risultati. Posso essere contento”.

Al podio ci avevi pensato?

Sulla carta c’era questa possibilità, nella seconda gara mi è mancato per poco più di cinque secondi. Col senno di poi, mi hanno condizionato le qualifiche, questo non è un circuito dove è facile superare. Però è anche vero che era impossibile fare meglio nella Superpole senza avere mai provato le gomme da tempo”.

Hai dato tutto?

“E’ difficile da dire, come ho detto si cambia. E’ anche un fattore psicologico, ti tieni sempre un margine inconscio. Da quando faccio il tester non sono mai caduto e non è successo neanche in questa gara, a volte finire a terra fa bene, ti fa capire qual è il limite. Questo non vuol dire che sono andato piano”.

Il podio era vicino e questo è stato un buon allenamento per la prossima wild card?

Certo più fai gare e più migliori. Questo appuntamento lo avevamo scelto nonostante la pista non fosse la migliore per l’Aprilia perché in Italia la festa sarebbe stata doppia. Ora però spero nella ciliegina nella torna, ovvero Sepang.

Cosa ti aveva detto tua moglie quando le hai comunicato questa decisione?

Era più preoccupata di me (ride). All’inizio non mi ha incoraggiato, ma alla fine mi ha dato il suo nulla osta”.

Ora che hai corso, qual è la tua analisi degli avversari?

Kawasaki è una bella moto, ha quell’equilibrio che noi abbiamo perso e consuma poco le gomme. Anche Ducati l’ho vista in gran spolvero”.

E l’Aprilia?

Meno competitiva di quando l’avevo lasciata, i rivali sono sullo stesso livello quando non migliori mentre noi abbiamo fatto un passo indietro. Abbassare il motore di 5 millimetri è stato un errore, ho seguito lo sviluppo della moto da zero e lo sapevo già. Se si vorrà tornare a lottare per il campionato, il lavora da fare sarà molto.

In Malesia sarai ancora in sella, hai mai pensato invece un futuro da team manager?

Seguo le gare come commentatore e psicologicamente mi stanca più quel lavoro che le due gare di oggi. Da pilota ho visto tutti gli aspetti di questo mondo, non so se voglio impegnarmi, so che è faticoso. Però, se mi proponessero un super progetto… perché no? A me piace fare cose mai tentate prima”.

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