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SBK, Misano, Aprilia cambia marcia con Biaggi

Il romano, come wild-card, utilizzerà una rapportatura studiata ad hoc

Alla vigilia del suo ritorno alle competizioni, la domanda che tutti si fanno a Misano è quali risultati sia in grado di ottenere Max Biaggi. Impossibile prevederlo con esattezza, anche qualche indiscrezione è trapelata dai test privati fatti dal Corsaro proprio al circuito di Santa Monica, dove pare che abbia tenuto un passo di 1’35 alto, in linea con quello dei primi nel 2014. Tuttavia, vale la pena di ricordare che Biaggi, da wild-card, può contare su alcuni vantaggi.

A TUTTO MOTORE – Da regolamento (art. 2.3.9), ciascuna wild-card ha diritto di utilizzare due motori per un fine settimana di gara. Se lo stesso pilota, come nel caso di Biaggi, dovesse partecipare a due GP come wild-card, il numero sale a tre. Ricordiamo che i pilota permanenti ne hanno invece a disposizione sette per l’intera stagione (13 GP). Un bel vantaggio dal punto di vista delle prestazioni, dal momento che non c’è alcun bisogno di adottare un approccio conservativo, per esempio, limitando il regime massimo di rotazione per aumentare la longevità del propulsore.

CAMBIO AD HOC – L’articolo 2.4.8.12 obbliga i piloti a scegliere un set di rapporti del cambio da utilizzare invariabilmente per l’intera stagione. Sostanzialmente, durante ciascun GP si possono sostituire soltanto corona, catena e pignone. A questo proposito, Biaggi ha scelto una rapportatura ad hoc, studiata appositamente per il circuito, diversa dal “compromesso” utilizzato dai piloti ufficiali che si trovano a competere su tracciati ben diversi tra loro.

“Abbiamo studiato le opzioni, cercando di ottimizzare i rapporti in funzione della pista – ha confermato il capo-tecnico di Biaggi, Paolo BiasioRispetto allo standard, riassumendo, le marce basse sono un po’ più lunghe, e le alte più corte (una soluzione che, teoricamente, dovrebbe essere adatta anche a Sepang, dove Biaggi è in predicato di correre anche se manca l'ufficialità, nda)”.

Ricordiamo, a questo proposito, un aneddoto storico: Kenny Roberts, all’epoca delle 500 (quando si correva nel senso opposto) arrivò ad utilizzare un cambio a cinque marce invece delle classiche sei proprio per ottimizzare la progressione, ovviamente tenendo ben nascosto il “segreto” fino a dopo la gara. Piccoli dettagli, che però possono fare una differenza cruciale a questi livelli.

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