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MotoGP, Barcellona: il Bello, il Brutto e il Cattivo

SuperLorenzo batte Rossi, la Ducati perde un po' di smalto, Marquez di nuovo a terra

E siamo arrivati a 1, un punto quello che divide SuperLorenzo dal nemico (ma non troppo) Rossi. Jorge è in trance, dicono sia impossibile batterlo anche a Scala 40, morra cinese e alla PlayStation. La Yamaha è il punto di contatto tra i due, la moto più equilibrata e se la guidano due campioni di quel calibro i conti sono presto fatti.

Anche perché Marquez sta lottando più che contro gli avversari contro la sua moto, e di solito vince lei. Le Ducati non hanno brillato particolarmente in terra di Spagna, a differenza delle Suzuki, ancora in affanno in gara però.

Anche in Moto3 c’è un piccolo Lorenzo, ha il passaporto di Sua Maestà e si chiama Danny Kent.

IL BELLO – Il martello è diventato pneumatico e al posto dell’asfalto frantuma gli avversari. Jorge Lorenzo potrebbe vincere anche in bicicletta ora che è entrato nel Nirvana delle velocità e nulla sembra più toccarlo. Lui e la Yamaha hanno raggiunto la complicità che prelude all’amore eterno, o a un altro titolo, scegliete voi.

Andrea IannoneIL BRUTTO – Anche a Barcellona c’è un rettilineo lungo lungo, ma la Ducati questa volta non ha preso il volo. Qualche problema di troppo ha tarpato le ali alla Rossa e Dovizioso ha provato un atterraggio di emergenza nelle vie di fuga. Il matto Iannone invece ha salvato il weekend guidando da uomo saggio. A volte ci si dimentica che la GP15 ha soli pochi mesi, ma eravamo stati abituati bene.

IL CATTIVO – Serve un esame di coscienza e un po’ di umiltà. Marc Marquez corre solo per vincere, ma se la moto non te lo permette questo significa solo trovarsi per terra (e con il rischio di trascinarci anche qualcun altro). Tirare fuori dai magazzini il telaio 2014 sembra la mossa della disperazione. Magari funzionerà, ma forse il piccolo diavolo deve capire che nella vista non esistono solo il bianco e il nero, ma molte sfumature.

LA DELUSIONE – Tre zeri consecutivi sono uno di quei primati che è meglio nascondere che vantare. Cal Crutchlow dopo Jerez è sparito dai radar. Il britannico ha dato prova di potere infastidire gli ufficiali nel momento giusto, ora sta facendo solo la gioia dei ricambisti. Vogliamo vederlo al più presto nelle posizioni che contano, le conferenze stampa senza di lui sono di una noia mortale.

Valentino RossiLA CONFERMA – Rossi c’è – per dirla con la voce della MotoGP – ma solo in gara. Un bel problema quando si ha a che fare con la mitragliatrice Lorenzo che spara giri record a ripetizione. La MotoGP è una strana bestia e le gare si possono perdere anche al sabato. Valentino sta diventando un esperto dell’assioma, non la migliore conferma possibile.

LA SORPRESA – Un uno-due come quello piazzato dalle Suzuki in qualifica fa stropicciare gli occhi. Addirittura si è andati con la memoria ai tempi di Schwantz, nume tutelare della moto di Hamamatsu. Aleix Espargarò e Maverick Viñales non hanno fatto un miracolo perché la sensazione è che questa sia solo una delle tante soprese che hanno in serbo per la stagione. Bene così.

IL SORPASSO – La Moto3 ne regala sempre tanti, ma quelli decisivi li fa sempre Danny Kent. Il britannico unisce velocità a strategia, sa quando e dove attaccare. Ha messo già una mano sul titolo, forse anche qualcosa in più.

L’ERRORE – Sette piloti sono caduti durante la gara della MotoGP e quasi tutte le marche sono state rappresentate. Record sfiorato.

LA CURIOSITA’ – Son ragazzi, ma ora stanno esagerando. Al termine delle qualifiche della Moto3, la Direzione Gara ha contato ben 30 piloti a rischio sanzione per condotta pericolosa (leggi: aspettare la scia buona andando a passeggio). Per ora se la sono cavata con una tirata di orecchi, ma è allo studio una nuova regola per evitare che accada si nuovo.

IO L’AVEVO DETTO – Ammettiamo l’errore, dopo i test invernali del Qatar avevamo pungolato Meregalli: “ma come, la Honda porta telai come se piovessero e la nuova Yamaha è identica alla vecchia?”. Risultato: la M1 ha vinto 6 gare su 7.

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