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SBK, Ducati, Giugliano: sto imparando a gestire

“In passato ero più irruente. Critiche a Marquez? È un mondo spietato”

È un Davide Giugliano diverso, quello che è rientrato ad Imola dopo quattro gare di stop forzato. L’infortunio alle vertebre durante i test di Phillip Island poteva interromperne anzitempo la carriera, e invece sembra aver dato vita ad una nuovo corso per il 25enne romano. Il "Bandito 2.0" non ha perso lo smalto nel giro secco (due pole nelle tre gare corse fin qui) ma lavora molto di più sul passo gara. Soprattutto, sta imparando a conoscere i limiti – propri e della moto – senza sorpassarli. Una maggiore costanza in gara lo ha portato a raccogliere 73 punti, risalendo fino all’undicesimo posto in campionato. Ed è appena iniziata la seconda metà di stagione. Con il recupero della forma fisica, raccogliere la prima vittoria in Superbike è di nuovo un obiettivo realizzabile.

“Ho sempre corso prima di tutto con passione, fa parte di me. Questa a volte si è trasformata in irruenza, e mi ha portato in passato a sbagliare un po’, a volere andare oltre le mie possibilità. Ho capito che quando hai dei problemi e puoi fare solo quinto, devi fare quinto”.

Come vivi questa nuova consapevolezza?

“Ancora oggi faccio fatica ad accettarlo. Prima provavo a starci coi primi, ora non è che non ci provi più, ma bisogna anche capire i limiti e darsi una regolata. Non totalitaria, non stimo i piloti che portano la moto a spasso, preferisco quelli che comunque ci provano. È giusto comunque dare sempre il 100%”.

Ora Marquez in MotoGP, con le dovute proporzioni, sta vivendo una situazione a te familiare. Che ne pensi?

“Che ci metti poco, o sei un eroe o sei un cogl****. È un mondo spietato. Tutti ti acclamano se fai un’impresa, se superi un ostacolo, ma se non ti accontenti e cadi sei criticato. La linea è sottile”.

Che cosa ti ha spinto a cambiare approccio?

“Bisogna sempre provare a cambiare qualcosa. Quando le cose non vanno come devono c’è sempre qualcosa di sbagliato, non c’entra il caso. Bisogna cambiare, e per me era importante farlo sotto questo aspetto. Sembra che stia dando i suoi frutti, piano piano…”

Misano, secondo e ultimo round in Italia: che aspettative hai?

“Di trovare subito un setup per essere veloce in gara, cosa fondamentale, poi vedremo come si sviluppa il weekend. A Portimão siamo stati sempre veloci. In Gara Uno ho avuto un problema che ancora non è stato del tutto chiarito, in Gara Due ho girato forte ma sul finale soffrivo troppo e non sono riuscito a stare con Rea. Abbiamo lavorato nei test post-gara per cercare un compromesso, trovando soluzioni positive”.

A proposito di Rea, sembra imbattibile…

“È il pacchetto. Io non posso giudicarmi, ma penso che lui sia, e l’ho sempre detto, il pilota più forte in Superbike a livello di talento puro. In questo momento ha il pacchetto vincente, con quella moto sono andati veloci tutti, anche gente meno forte di lui. Sembra imbattibile, tutto gira per il verso giusto. Ma nessuno è imbattibile, basta solo andare più forte, e non sono solo io a provarci”.

Che ne pensi del ritorno di Max Biaggi?

“È carino, sento la competizione tra romani ma, scherzi a parte, è bello ritrovarlo in pista. Max è uno molto intelligente, se viene in pista è perché sa che può fare bene. Se ci batte verrebbe da stracciarsi la licenza, ma non scordiamoci che noi non stiamo lì a perdere tempo. Penso che comunque sia un bella opportunità per il campionato. Anche se ci sono già dei nomi importanti, manca quello di riferimento. Però penso anche che dovremmo concentrarci di più sul presente”.

A questo proposito, è proprio Giugliano il primo candidato per raccogliere il testimone nel cuore dei tifosi – italiani e non – delle derivate di serie. Sulla sua strada però, oltre ai soliti rivali, ci sarà una leggenda vivente il prossimo fine settimana.


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