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MotoGP, "Fra Rossi e Lorenzo una guerra... corretta"

Parla Meregalli: "non mi aspettavo una stagione così, ad Assen per l'ultima conferma"

Yamaha non sta ferma, anzi rilancia e si è presentata a Barcellona con un nuovo telaio per Rossi e Lorenzo. “Dovrebbe migliorare la fase di inserimento in curva e se i piloti lo promuoveranno potrebbero averne due a testa già per il Gran Premio di Assen”, spiega il team manager Massimo Meregalli. La M1 è diventata in pochi mesi il riferimento per la MotoGP, un risultato che è arrivato quasi a sorpresa e senza puntare su rivoluzioni, ma su un miglioramento costante del progetto.

Massimo, ti aspettavi di arrivare alla settima gara con così tanto vantaggio su Honda?

No, non così tanto. I test invernali ci avevano dato delle buone indicazioni ma era difficile immaginare una stagione così. Sapevamo che la moto era migliorata, gli ingegneri si erano concentrati sulla fase di frenata e nei test di Sepang 2 il nuovo seamless era stato un ulteriore passo in avanti”.

Avevate vinto in Qatar, non bastava come conferma…

Quelle è una pista particolare, che si adatta alla M1. Poi è arrivato il Texas, dove l’anno scorso ci avevano massacrati, ha vinto Marquez ma il distacco si era assottigliato”.

E poi l’Argentina, è stata la conferma definitiva?

“La nostra moto si esprime al massimo solo quando ha grip e lì mi sono accorto che consumavamo le gomme meno che tutti i nostri avversari”.

Si può dire che ormai il campionato è una questione fra i vostri due piloti?

“Sono scaramantico (ride), ma il distacco da Marquez e la Honda, i nostri principali avversari, è grande. Dico la verità: prima di arrivare al Mugello ero preoccupato, pensavo a un podio difficile contro Ducati che aveva preparato alla perfezione la gara di casa e Honda che ci è superiore in velocità massima. Invece è andata bene e lo stesso qui, dove pensavo che avremmo sofferto la scarsa aderenza, invece nelle FP4 Jorge ha girato fortissimo con una gomma che aveva 30 giri”.

Quindi…

Quindi ora aspetto Assen, per l’ultima conferma, se anche lì andrà bene sarò più tranquillo”.

Rimane il problema di Rossi in qualifica, a cosa è dovuto?

Valentino lo ha spiegato meglio di me, ci proviamo ma non ci riusciamo (ride). A volte il problema è dovuto a una base di partenza non ottimale e il sabato ci ritroviamo ancora a cercare la strada giusta invece che a lavorare sui particolari”.

Massimo MeregalliE’ possibile usare i test per fare delle ‘prove generali di qualifiche’?

Le qualifiche fanno storia a sé, forse Valentino potrebbe provare ad abituarsi a spingere subito a ogni uscita ma è difficile. Puoi provare le qualifiche solo nel momento in cui le fai, solo lì il pilota spinge al limite”.

Il modo di lavorare di Rossi e Lorenzo è molto diverso?

Valentino passa molto tempo nei box ad analizzare dati e video, Jorge meno. La differenza forse è data dalla diversa età o forse anche dal fatto che Lorenzo da molto tempo con la stessa squadra e ci sono automatismi più collaudati. Inoltre Jorge nelle ultime gare sta usando uno moto molto simile, con solo piccoli cambiamenti, Rossi invece la modifica maggiormente.

Le loro richieste sono simili?

Sì, anche se a volte le descrizioni sono diverse. Senza dubbio è un aiuto, anche perché sono entrambi sensibili per quanto riguarda l’erogazione”.

Come si gestiscono due campioni in lotta per il titolo sotto lo stesso tetto?

“Non è un problema, rispetto al 2010 sono molto maturati e si rispettano. Entrambi voglio vincere, ma la loro guerra si limita alla pista ed è molto corretta”.

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