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MotoGP, FP2: orgoglio catalano, comanda Espargaró

Suzuki in vetta con la morbida, poi Marquez e Pedrosa. Dovi 4º, Iannone 6º, Rossi 11º

FP2: orgoglio catalano, comanda Espargaró

Un “triplete” catalano – non ce ne vogliano eventuali fan del calcio – ha contraddistinto la seconda sessione di libere della MotoGP a Montmeló. Di per sé, il risultato non sorprende. Semmai, è più atipico che in testa al gruppo ci sia una Suzuki con Aleix Espargaró, autore di un 1’41.158, un secondo più rapido del record di Marquez siglato durante la gara dello scorso.

Il tempo è stato senza dubbio facilitato dall’utilizzo della gomma morbida, ma il pilota locale ha sfruttato innanzitutto gli aggiornamenti di motore portati da Suzuki, che paga ancora una decina di chilometri orari in rettilineo ma ha guadagnato in trazione. A prescindere dal giro veloce, va sottolineato come Espargaró abbia girato mediamente intorno a 1’42.5 con mescole da gara, un passo fin qui inferiore soltanto a quello di Jorge Lorenzo, settimo ma straordinariamente costante con 12 giri (ovvero tutti quelli percorsi in FP2) in 1’42.

Secondo tempo per Marc Marquez (+0.285), tra i pochi a scegliere la gomma dura all’anteriore. Le difficoltà in staccata del campione in carica, seppur mitigate dagli aggiornamenti portati da Honda (scarico e, dalla scorsa gara, forcellone), sono ancora presenti. Nonostante il parziale di Marquez al T1 sia secondo soltanto a quello di Iannone, il pilota di Cervara è stato protagonista di un paio “lunghi” alla prima curva, segno che il margine di errore resta sottile. Terzo tempo per Dani Pedrosa (+0.631). A rincuorare i tecnici HRC, i due compagni di squadra sono stati gli unici in grado di abbattere il muro di 1’42 con gomma media al posteriore.

Risalgono le Ducati, con Andrea Dovizioso al quarto posto (+0.665) ed Andrea Iannone sesto (+0.780), entrambi rientrati in pista con gomma morbida sul finale. Tutte e due le GP15, dopo aver montato le ali flessibili al mattino, sono tornate alle appendici standard avendo appurato che non si rischia il contatto nonostante i cordoli più alti. “È stata una giornata particolare – ha dichiarato il forlivese a caldo – Manca grip e nelle buche la moto è ingestibile. Dobbiamo migliorare sia sul giro secco che sul passo. Il tempo è buono, le sensazioni meno. Dobbiamo lavorarci e capire come sistemarci per la gara”.

Settimo tempo, come detto, per Lorenzo, primo pilota Yamaha nella classifica dei tempi. Il maiorchino ha utilizzato una sola gomma al posteriore nell'intera sessione. Qualche difficoltà in più per Valentino Rossi, undicesimo (+1.209) alle prese con problemi in staccata ed inserimento in curva. Il Dottore ha girato per gran parte del turno con mescola dura al posteriore – con un ritmo di 1’42.9 – per poi limare circa mezzo secondo con la media sul finale. Continuano, come al mattino, le difficoltà al T4, mentre Rossi ha migliorato il T3 apparentemente a scapito del T2.

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