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MotoGP, Barcellona taglia le ali alla Ducati

I cordoli alti di Montmelo creano un imprevisto: la reazione di Dall'Igna è immediata

In MotoGP una nota bevanda energetica 'mette le ali', ma c'è chi le ali in pista le ha veramente: la Ducati. Nel GP del Qatar, infatti, la GP15 ha debuttato con le sue brave alette aerodinamiche su entrambi in lati della carenatura.

Sappiamo che non si tratta di una idea nuova. Nel passato le sperimentò addirittura la MV Agusta, ma erano posizionate molto in alto, praticamente ai lati del cupolino. Più avanti le provò la Suzuki, mettendole nella parte alta della pancia della carenatura, ma erano appena accennate. Oggi che quest'ultimo ha una forma aerodinamica atta a schiacciare la moto sul rettilineo le alette la Ducati le ha messo più in basso. Molto più di dove le posizionò la Suzuki sulla sua 500 fra la fine e l'inizio degli anni '80.

La funzione delle alette è sempre la stessa: aiutare a tenere la moto attaccata al suolo ed anche diminuire la tendenza all'inpennamento in uscita di curva.

Ciò consente, peraltro, di utilizzare in maniera minore l'invasiva elettronica che risolve il problema ma tagliando l'erogazione della potenza.

Fino ad oggi sia Dovizioso che Iannone avevano utilizzato questa soluzione aerodinamica senza problemi. Fino a Barcellona.

Su questa pista, infatti, i cordoli sono un po' più alti che negli altri circuiti, e specie nelle curve, 2, 5 e 9 c'era il rischio che le appendici aerodinamiche strusciassero al suolo compromettendo la stabilità della Desmosedici.

Per questioni di sicurezza, dunque, la Ducati nella FP1 ha montato delle alette con la parte finale 'consumabile', in modo che nell'eventualità di una strisciata non accadesse nulla di pericoloso.

Gli esperimenti sulla GP15 continuano.


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