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RC213V-S: la MotoGP dalla pista alla strada

Ciclistica ed elettronica di stretta derivazione Open. Marquez: "In curva si guida come la MotoGP"

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“Una vera MotoGP, da guidare anche su strada”, con questa breve quanto significativa frase, Honda ha lanciato a Barcellona la RC213V-S, sorella minore della MotoGP. Un vero e proprio prototipo con targa, fanali e frecce, realizzato con l’intenzione di far provare all’utente le stesse emozioni e sensazioni di Marc Marquez, Dani Pedrosa, & co.

“La guida è molto simile a quella di una MotoGP. In curva ti permette di fare praticamente gli stessi angoli di piega anche con gomme da strada, ho toccato subito con il gomito (ride) – ha detto lo stesso Marquez – A centro curva si guida come la MotoGP. Ne voglio una, con il numero 93”.

In termini tecnici, la RC213V-S è l’erede diretta della Honda “Open” meglio nota con la sigla di RCV1000 che, rispetto alla sorella maggiore “factory”, non è dotata di distribuzione a valvole pneumatiche né di cambio seamless. La base genetica della RC123V-S si nota soprattutto dal punto di vista di ciclistica ed elettronica, aspetti sotto ai quali la somiglianza con la Open è davvero notevole. Dalla concentrazione delle masse al peso ridotto (forcellone e telaio sono identici al prototipo, ed il peso a secco dichiarato è di 170 kg), passando per l’elettronica sofisticata (quickshifter, erogazione e freno motore “customizzabili”, e misuratore di coppia), si parla di 80% di componenti in comune tra le due moto.

Parlando del restante 20%, il motore è stato notevolmente depotenziato – solo 159 cv per la versione di base mentre con il kit da pista (centralina e freni più performanti) si scollinano i 200 arrivando a quota 215 cv dichiarati – sia per rientrare nei parametri di emissioni e di decibel necessari per ricevere l’omologazione stradale che per aumentarne la “vita”. In altre parole, l’anima della RC213V-S è lo stesso della RCV1000-R, mentre il cuore batte un po’ più lentamente. La differenza tra prototipo e versione stradale è netta in rettilineo, ma concettualmente Honda si è premurata di restituire le sensazioni della MotoGP in curva, dall’ingresso all’uscita, passando per la percorrenza. A questo proposito, il collaudatore Ito ha effettuato una comparativa tra la RC213V-S e la CBR1000-RR a Sugo, girando due secondi più veloce con la prima nonostante le manchi qualche cavallo rispetto alla quattro cilindri in linea.

Insomma, l’obiettivo dichiarato è quello di realizzare una moto facile e divertente da guidare, seppur “estrema” nelle prestazioni. La MotoGP diventa così alla portata di tutti? Non esattamente. Partiamo dal prezzo: 188.000 euro per la versione “di base”. Anche per la manutenzione, stiamo parlando di un “giocattolo” bello e divertente quanto costoso: al momento, solo tre centri tecnici in Europa sono in grado di intervenire sulla moto, che comincerà ad essere prodotta in serie (al ritmo di un esemplare un giorno) a settembre, per arrivare sul mercato il mese successivo. Il numero di esemplari? 213, come la sigla suggerisce. Una serie limitata, da collezione, che farà battere il cuore ai pochi fortunati – perché una fortuna serve – per metterci le mani.

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SCHEDA TECNICA: di seguito i dati a confronto tra la MotoGp la RC213V-S e la S con KIT



 

 

 













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