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MotoGP, Marquez: Stoner non poteva sviluppare la Honda

"Era fermo da un anno". Sulla corsa al titolo: "49 punti sono tanti, ma può ancora succedere di tutto"

A torto o a ragione, ormai sempre più spesso si parla di crisi per la Honda. Chi va all’attacco, ricorda i 5 successi Yamaha in 6 GP confrontandoli con il dominio di Marc dello scorso anno. Chi gioca in difesa, sottolinea come - Le Mans a parte - il piccolo diavolo abbia sbagliato mentre si stava sempre giocando il podio.

Forse la verità sta nel mezzo e comunque sono gli stessi piloti ad avere puntato il dito più volte contro la RC213V, troppo nervosa a loro dire. Bisogna riconoscere inoltre che sia Dani che Marc avevano fatto notare già nell’inverno la troppa aggressività del motore di Tokyo, ma sono rimasti inascoltati. Nei test di Sepang, poi, HRC aveva portato così tanti telai da fare girare la testa e forse è stata presa una scelta sbagliata.

Quando provammo la nuova moto a Valencia, non piacque né all’uno né all’altro - ha dichiarato Marquez al sito spagnolo Motocuatro - Poi in Malesia abbiamo provato diverse cose, ma lì ci sono condizioni di umidità e calore uniche e possono avere nascosto i problemi del motore”, tacciato di troppa aggressività.

Casey Stoner ieri ha dichiarato di essersi accorto nei test a Sepang che qualcosa non funzionava, ma si è trincerato dietro un ‘no comment’. Su questo punto Marc ha tagliato corto: “dell’evoluzione della moto se ne è occupato il tester giapponese. Stoner quando provò la MotoGP non saliva in moto da un anno ed è chiaro che non poteva sviluppare niente”.

Solo una frecciatina in direzione dell’australiano, ma poi il piccolo diavolo ha ammesso che “Yamaha quest’anno ha fatto un passo avanti e Ducati anche, mentre noi sembra ne abbiamo fatto uno indietro. Però possiamo migliorare e almeno lottare per il podio in ogni gara”.

Servono risultati, perché Lorenzo e Rossi stanno scappando e ora Marquez è a -49 punti. “Sono tanti, ora il mio obiettivo è recuperarne un po’ e ritrovarmi bene in moto. Ripeto, 49 punti sono tanti ma rimangono tante gare e può succedere di tutto. L’anno scorso, in sole due gare, Misano e Aragon, io ho perso 50 punti”.

Il piccolo diavolo non ha nessuna intenzione di alzare bandiera bianca.

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