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MotoGP, Super Lorenzo, kryptonite Rossi e Marquez

Jorge vuole la quarta vittoria consecutiva, Valentino e Marquez (e le Ducati) possono fermalo se...

Prima del Qatar sostenevamo che l’uomo da battere era senza dubbio Marquez, finito il GP di Argentina era diventato Rossi, ora è Lorenzo. La MotoGP è ad appena un terzo della stagione e i cambi di fronte sono all’ordine del giorno. Bene per lo spettacolo… e per la Yamaha, che ora guida la classifica con la sua coppia di piloti. Così si arriva a Barcellona ricordandosi il sorpasso di Valentino su Jorge del 2009 e facendo scommesse su chi la spunterà la prossima domenica.

SUPER LORENZO - Il maiorchino è in forma smagliante, la tripletta gli era riuscita prima solo in tre occasioni: a fine 2013 (quando perse il titolo a causa della frattura alla clavicola), nel 2010 e nel 2012 (quando invece lo vinse). Per la prima volta potrebbe arrivare a quattro successi consecutivi e il motivo è presto detto: la M1 gli calza come un guanto, il fisico è perfetto e la testa va di pari passo. Come da lui dichiarato più volte: il peggior nemico di Lorenzo è se stesso. Quando tutto gira per il verso giusto è pressoché imbattibile.

Un dato su tutti: Jorge ha comandato dal primo all’ultimo giro a Jerez, Le Mans e al Mugello, passando il traguardo in testa 78 volte consecutive. Si è preso qualche rischio alla prima tornata, quando bisognava sorpassare un pilota che poteva ostacolarlo, e poi è scappato. Addirittura, in Italia ha ammesso che la gara è stata “più facile del previsto” e non stava facendo il gradasso, semplicemente dicendo la verità.

KRYPONITE ROSSI E MARQUEZ - Ora la domanda è: come si ferma Jorge? La risposta la conosce bene tanto Rossi quanto Marquez, che spesso hanno avuto a che fare con il maiorchino. Lorenzo deve essere fermato nei primi giri, bisogna inibirgli la fuga rompendo il ritmo, solo così si ha qualche speranza. Se invece riesce a prendere un secondo o più di gap, andarlo a riprenderlo è quasi impossibile, perché non sbaglia e spesso si lascia qualche decimo nel taschino.

Valentino RossiLa strategia - a parole - è semplice, ma nessuna l’ha messa in pratica. Valentino deve migliorare nei turni di prove, questa è la priorità. Dato per appurato che il Dottore il gara si trasforma, non si può impensierire Lorenzo partendo dalle retrovie. Rossi in questa stagione non è mai partito dalla prima fila, un risultato che dovrebbe essere alla sua portata considerando che guida il Mondiale.

Invece il venerdì e il sabato sono solitamente un calvario da cui uscire la domenica, troppo tardi. Il 46 non è mai stato uomo da giro veloce ma in questa stagione le posizioni perse i qualifica pesano tanto. Il corpo a corpo è il suo punto di forza, ma per potersene valere bisogna arrivare a tiro dell’avversario.

La situazione di Marquez è invece diversa, il piccolo diavolo ora sta lottando con la sua Honda, un esercizio che ha portato a qualche errore di troppo. Il gigante di Tokyo tornerà, ma nell’attesa occorre fare di necessità virtù. Anche - e soprattutto - Marc sa essere una scheggia con gomma nuova e con una buona partenza sarebbe una gatta da pelare per Jorge.

Per riuscirci dovrà usare più la testa che il polso destro, quella che è mancata in Italia.

Ci siamo dimenticati qualcuno? Certo, i due Andrea con le loro Ducati, che a Barcellona può mostrare il muscoli sul lungo rettilineo. Dovizioso e Iannone sono in cerca del colpaccio e riuscirci in casa degli spagnoli darebbe loro il doppio del gusto.

Per scoprire se la storia cambierà ancora bisognerà aspettare solo qualche giorno.

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