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SBK, Ducati e Aprilia, il mercato è già aperto

È caccia all'anti-Rea: riflettori sulla MotoGP con Hayden, Melandri, Bradl e Laverty, ma non solo...

Il dominio incontrastato di Jonathan Rea – 10 vittorie e 4 secondi posti in 14 gare, 330 punti in classifica, 124 in più del primo inseguitore Tom Sykes – ha messo la concorrenza con le spalle al muro. Ducati e Aprilia rappresentano le migliori speranze (per pubblico, promoter e sponsor) di ravvivare un campionato fin qui a senso unico, e stanno lavorando alacremente per colmare il gap. Una battaglia che si combatte su due fronti, tecnico e agonistico.

FUORICLASSE CERCASI – Partiamo dalle basi: appare evidente che alla concorrenza manchi un “centravanti” di razza. Jordi Torres, venuto dalla Moto2, fa quello che può. Leon Haslam, dal rendimento solido (6 podi ed una vittoria nel 2015), ha pur vinto soltanto 4 gare in 196 partecipazioni in classe regina. Lo stesso boss del Reparto Corse di Noale, Romano Albesiano, aveva avvertito – tra il serio ed il faceto – su queste pagine: “se Max Biaggi correrà a Misano da wild-card, Leon dovrà darci ancora più gas”. Haslam è un leone – lo dice anche il suo nome proprio – ed ha lottato a denti stretti gli acciacchi derivati dalla caduta ad Imola nelle ultime due gare, ma ormai il treno iridato sembra definitivamente perso. Serve di più, in altre parole, per contrastare questo Rea. Quest’anno, complice l’ingresso anticipato in MotoGP, a Noale hanno dovuto fare i conti con una ristrutturazione “last-minute”, pagando logicamente dazio in pista. Ora, il tempo per pianificare non manca.

MERCATO APERTO – “Il mercato piloti inizierà prima del previsto”, ha commentato il coordinatore di Noale Dario Raimondi al microfono di Max Biaggi, sottintendendo che Aprilia si sta muovendo per cercare volti nuovi. Lo sa  bene anche Ducati, che schiera due piloti (anch’essi in scadenza di contratto) dal talento fuori discussione ma che, per motivi diversi, non hanno ancora trovato l’agognata consacrazione. Discorso diverso per Honda, che ha una “line-up” estremamente interessante sulla carta con il campione in carica Sylvain Guintoli e l’astro nascente Michael Vd Mark, ma schiera una moto vetusta e non sembra intenzionata a tornare sul mercato (la RC213V-S verra prodotta in edizione limitata, ad un prezzo intorno ai 150mila euro, e non sarà dunque omologabile). La domanda, per tutti, resta una sola: come fermare Rea?

Se lo chiede anche Sykes, e non è detto che il britannico – 2º, 1º e 2º negli ultimi tre campionati – voglia restare con la Casa di Akashi e rischiare di “prendere paga” ogni fine settimana di gara. Proprio lui, che come Rea ha un anno di contratto con opzione per il rinnovo a favore della casa, potrebbe diventare il pezzo più pregiato del mercato. Così come Guintoli che, silenziosamente, ha mostrato di poter gestire una caccia al titolo. Vd Mark, unico prodotto di un “vivaio” Supersport sempre più avvizzito, ha invece un biennale con Honda, che lo lascerebbe libero soltanto in caso di un offerta (a patto che venga da un team legato a Tokyo) dalla MotoGP. A questo proposito, con il benestare di Dorna sarebbe anche più facile organizzare trasferimenti bi-laterali. Pensiamo, ad esempio, a Marco Melandri che scalpita per tornare tra le derivate di serie, con o senza Aprilia. Ma anche Nicky Hayden (già cercato in passato sia da Noale che Borgo Panigale e da un paio d'anni limitato al ruolo di comparsa in classe regina), Stefan Bradl (tedesco, così come il gruppo Audi), o lo stesso Eugene Laverty.

In ogni caso, una situazione come quella attuale crea più problemi che opportunità in un campionato che, complice il mercato stagnante (per non dire di peggio) nella sua “culla” europea, si trova a fronteggiare un coinvolgimento sempre minore da parte delle Case. Kawasaki ha puntato tutto sulla SBK, con risultati che parlano da soli. La palla, ora, è in mano agli altri.

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