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SBK, Portimão, Giugliano 2º con 'testa e cuore'

"Ho dato l'anima per il podio. Qualche problema all'anteriore, ho preferito non forzare al 100%"

Scattando dalla pole – la seconda in tre gare al rientro dopo l’infortunio in prova a Phillip Island – Davide Giugliano ha messo in cascina punti importanti a Portimão. Le certezze, nel caso del 25enne romano, cominciano a superare i dubbi dopo un avvio di stagione che ha minacciato di interromperne anzitempo la carriera. Colui che era stato più volte accusato di eccessiva aggressività in gara sta dimostrando di aver imparato a soffrire e fare i conti con i limiti – a volte suoi, altre della moto – che tanto influenzano la vita dei piloti. Dopo una rimonta favorita dalla pioggia in Gara Uno (4º), il Bandito si è gettato nella mischia nella seconda manche, lottando per metà gara ad armi pari con le Kawasaki ufficiali, per poi amministrare il margine su Haslam e chiudere con un secondo posto che eguaglia il suo miglior risultato in classe regina.

“Ho dato l’anima, volevo molto questo podio – ha commentato – Finire quarto in Gara Uno mi ha dato fastidio, ho ‘rosicato’ (ride). Semplicemente, non ero riuscito a trovare il feeling giusto con la moto ed ho faticato nelle fasi iniziali. Fortunatamente ha piovuto, e quindi siamo riusciti a sfruttare un po’ meglio le mie qualità, la mia sensibilità, per rimontare qualche posizione”.

Nonostante i riscontri positivi nel WUP – passo di 1’43 alto con gomma usata – la Panigale di Giugliano è apparsa in netta difficoltà con gomme nuove e serbatoio pieno nelle prime fasi della prima manche, sulla falsariga di quanto accaduto a Donington.

“Ma non erano gli stessi problemi – ha avvertito Giugliano – Mancava grip, è vero, ma abbiamo capito che la nostra moto subisce molto i cambi di temperatura sull’asfalto. Ci lavoreremo domani, ma fortunatamente la mia squadra ha reagito subito e mi ha dato una moto più competitiva per Gara Due”.

Nonostante l’handicap dettato dal lungo stop (tre mesi senza potersi di fatto allenare), Giugliano si sta rapidamente inserendo in quel gruppo di inseguitori (Sykes, Haslam e Davies) che ha come unica missione quella di togliere certezze a Rea. Più facile a dirsi che a farsi.

“In questo momento non posso dire molto, dobbiamo cercare di mantenere il nostro ritmo per tutta la gara, non solo metà. Negli ultimi giri fatico molto con la gomma anteriore, ma non è un problema legato al nostro pacchetto in sé quanto al mio stile. Tendo a sollecitare molto la gomma davanti per scorrere il più possibile in staccata, e questo porta ad un’usura eccessiva. Dobbiamo ancora ottimizzare l’assetto, ma siamo solo alla terza gara…”

Nel frattempo, Ducati ha continuato a portare novità tecniche nel tentativo di recuperare terreno dalle Kawasaki, e ogni particolare è stato accolto dal giudizio positivo del numero 34.

“Sono molto contento di quello che Ducati ha portato qui (forcellone e sella leggermente modificati, ed un nuovo scarico, nda). Sono particolari che ci hanno aiutato a cogliere questo risultato. Rea era abbastanza veloce, a me mancava un po’ di fiducia sull’anteriore e per questo non ho voluto forzare al 100% per stare con lui. Comunque un secondo posto alla mia terza gara è un risultato importante, anche perché gli altri hanno otto manche più di me sul groppone, che non sono poche nell’arco di una stagione”.

Nei test di domani, Giugliano e Ducati proveranno a recuperare ulteriormente terreno. Nonostante il campionato sembri chiuso, restano molti traguardi importanti (leggi la prima vittoria in classe regina del romano) da cogliere. "Sarà difficile provare per l'intera giornata, viste le mie condizioni fisiche (febbre a 38 e mezzo, nda), ma proverò a fare almeno tre ore di pista".

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