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SBK, Gara Due: Rea da 10 (e lode) a Portimão

Quarta doppietta e 10ª vittoria stagionale dell'asso Kawasaki. Secondo Giugliano davanti ad Haslam

Veni, vidi, vici. Di questo passo, Jonathan Rea si guadagnerà l’epiteto di Giulio Cesare della Superbike. Da quando è passato a Kawasaki, il nordirlandese ha vinto 10 gare su 14, arrivando secondo nelle restanti quattro. Dopo essersi aggiudicato una Gara Uno particolarmente concitata, il 65 ha piegato la concorrenza con una facilità apparentemente disarmante, picchiando come un martello (tanto da prodigarsi in un saluto “à la Lorenzo”, affrontando l’ultima curva con una mano sola) sul ritmo di 1’43 basso, realizzando così un’altra doppietta – la quarta del 2015 – e piegando per distacco Davide Giugliano (al miglior risultato dal rientro) e Leon Haslam (terzo in rimonta su Chaz Davies).

Sfortunato Sykes, secondo per gran parte della gara prima di essere penalizzato da problemi alla gomma posteriore e ottavo al traguardo. Il vantaggio in campionato di Rea sul compagno di squadra è ora di 124 punti. Uno squarcio che soltanto uno scherzo del destino può ricucire, anche perché Rea, cannibale insaziabile, ha dimostrato di non voler fare sconti a nessuno.

Dal parco chiuso:

Jonathan Rea:All’inizio Giugliano ha tenuto un gran ritmo quindi ho lasciato che fosse lui a tirare il gruppo, mentre io avevo qualche problema in frenata. Dopo essere passato in testa, sono riuscito ad andare via. Abbiamo optato per una strategia diversa con le gomme, ed ha dato i suoi frutti".

Davide Giugliano: “Sono soddisfatto, ma non molto perché non abbiamo ancora vinto. È stata una bella gara, dove ho condotto per molti giri. Non avevo il passo per giocarmela con Rea, ma il secondo posto alla terza gara è una bella roba. Ci ho messo il cuore, e Ducati ha portato degli aggiornamenti positivi. Peccato per Gara Uno, ma almeno in SBK c’è sempre un’occasione per rifarsi”.

Leon Haslam: “È stata una gara dura, ho perso molto terreno nei primi giri, per poi trovare un buon ritmo. Se lasci scappare questi piloti, poi è dura recuperare. Sono contento per il podio, ma ci resta da migliorare”.

LA CRONACA – Sykes parte bene e si porta al comando davanti a Giugliano, con Davies e Haslam alle spalle. Ottimo spunto anche per Rea, quinto e subito all’attacco dell’Aprilia del connazionale. Seguono Guintoli, Torres, Mercado, Badovini e Baiocco che chiude la Top 10. 1’44.916 è il tempo al primo passaggio di Sykes, che ha Giugliano attaccato agli scarichi. Rea passa al terzo posto con una staccata aggressiva su Davies. Le Kawasaki e Ducati ufficiali prendono subito metri, con Haslam a sette decimi dal poker di testa. Nelle retrovie, si ritira nuovamente Camier.

La bagarre si infuoca fin da subito. Alla fine del primo giro lanciato, Rea (autore del giro veloce in 1’43.0) tira la staccata a Sykes, che pur di rispondere finisce leggermente oltre il cordolo. Ne approfitta Giugliano, che torna a condurre il gruppo. I primi tre girano in 1’43 basso, mentre Davies è leggermente più lento e accusa un secondo dal compagno di squadra.

Rea si porta al comando all’inizio del quarto giro, ma Giugliano restituisce immediatamente il sorpasso. La lotta tra i due favorisce il ricompattarsi del gruppo dei primi quattro, racchiusi in soli nove decimi. Rea riprova la stessa mossa su Giugliano nel giro successivo ma finisce nuovamente oltre il cordolo e questa volta viene passato anche da Sykes e si ricongiunge al terzo posto. Davies, alle sue spalle, fatica a tenere il passo ed è seguito a distanza dalle Aprilia di Haslam e Torres, a loro volta incalzate da Guintoli. Baiocco e Badovini perdono invece terreno, lottando ai margini della Top 10 insieme a Mercado.

A 12 giri dal termine, Rea riesce a passare Sykes, sempre attaccando alla prima staccata. Il leader in classifica sigla anche il nuovo giro veloce: 1’43.034. Il trio di testa è racchiuso in soli due decimi. Haslam, intanto, si riporta a ridosso di Davies nel tentativo di agguantare il quarto posto. Il gallese non riesce a scendere sotto 1’43 e mezzo, e si trova a due secondi e mezzo dai primi.

Rea, di nuovo alla prima curva, porta l’attacco decisivo al nono giro, ma Giugliano e Sykes non mollano la presa. Il vice-campione infila il romano – per la prima volta in 1’44 – alla prima curva del decimo giro e si mette a caccia di Rea, che ha sette decimi di vantaggio. Da segnalare il sorpasso di Haslam ai danni di Davies, ora quinto davanti a Torres, Guintoli, Vd Mark. Più attardati, Mercado, Badovini e Baiocco sono in lotta per il nono posto.

A sette giri dal termine, Rea continua a martellare sul ritmo di 1’43 basso e prende due secondi di vantaggio su Sykes, che invece è incalzato da Giugliano a sette decimi di distanza. Il romano ricuce lo strappo al giro successivo, guadagnando nel T1 ma perdendo un decimo nel T4. L’attacco arriva alla 5, ed il pilota Ducati prende subito un secondo di vantaggio nelle curve successive. Sykes è in evidente crisi, gira in 1’45 alto, tanto che Haslam recupera due secondi in un solo passaggio e lo passa sul rettilineo a tre giri dal termine. Anche Davies ne approfitta, portandosi al quarto posto. Sykes, alle prese con problemi evidenti, alza bandiera bianca: lo passano anche Guintoli, Vd Mark e Torres.

Finisce così, con Rea ancora una volta in parata che saluta “à la Lorenzo”, salutando il pubblico aggrappato soltanto alla manopola del gas all’ultima curva. Ottimo secondo posto di Giugliano – al miglior risultato in stagione – davanti ad uno stoico Haslam. Quarto Davies davanti a Vd Mark, Guintoli, Torres, Sykes, Mercado e Baiocco (10º). Dodicesimo Badovini.





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