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SBK, Rea-Sykes: 5ª doppietta, Kawasaki sempre più sola

Johnny: "Sul bagnato non avevo riferimenti". Tom: "Ho preso dei rischi, peccato per il guasto"

Altro giro, altra doppietta (la quinta consecutiva) per il team ufficiale Kawasaki. A Portimão, in una gara stravolta dall’arrivo della pioggia, le ZX-10R affidate a Jonathan Rea e Tom Sykes hanno fatto ancora una volta il buono ed il cattivo tempo, a conferma di una superiorità – tecnica e agonistica – attualmente netta. Per la quinta volta consecutiva, i due britannici si sono giocati la vittoria, anche se, in Portogallo, un problema tecnico alla moto di Sykes ha negato al pubblico le scintille viste tra i due compagni-rivali due settimane fa. La nona vittoria stagionale, in ogni caso, è stata forse la più sudata per Jonathan Rea, che ancora non aveva gareggiato sul bagnato con la sua nuova moto.

“A nove giri dalla fine avevo deciso di tentare la fuga, e subito dopo è arrivata la pioggia – ha commentato – Un vero disastro, dopo tutto il lavoro che avevo fatto con la squadra nel fine settimana. Ho deciso di non rischiare, e sono rientrato subito, anche se non eravamo pronti per il flag-to-flag. Il pit-stop è andato comunque bene, ma non fin qui avevo girato pochissimo con la Kawasaki sul bagnato quindi ad ogni giro ho imparato qualcosa”.

Sei partito forte, ricongiungendoti subito ai primi. Che strategia avevi in mente per la seconda parte di gara?

“Cercavo di capire cosa stesse facendo Tom. In tutto il weekend, lui era più veloce di me nel T2, ed ho capito perché standogli dietro. Fa linee molto più strette, e va benissimo all’inizio con gomme nuove, ma a fine gara perdi trazione mentre io avevo ancora qualcosa nel taschino”.

Peccato che, per un problema tecnico, non abbiate potuto duellare fino alla fine…

“Ho avuto un po’ di sfortuna anch’io, perché sono rientrato quando la pista non era ancora completamente bagnata. Ho fatto un giro in più di Tom in quelle condizioni e le gomme si stavano scaldando troppo. Tom mi ha passato appena è rientrato con le rain, ma sono riuscito a restare con lui. Poi lui ha avuto dei problemi ed io ne ho approfittato”.

Nel giorno dell’ennesimo trionfo Kawasaki, Sykes è l’unico con il volto triste nei box dipinti di verde. Il pilota di Huddersfield ha sì ritrovato lo smalto, scalando la classifica iridata fino alla seconda posizione, ma i punti di distacco da Rea sono 107. Sykes sa, in altre parole, di dover rischiare per riaprire i giochi, ma non ha nemmeno potuto farlo a causa di un problema elettronico.

“La moto ha smesso di funzionare, andava al massimo a 9mila giri, senza che tutti i cilindri funzionassero – ha spiegato – Si è trattato di un problema di cablaggio, una cosa rara per un team come il nostro. È un vero peccato, la moto era preparata benissimo per queste condizioni e potevo sicuramente lottare per la vittoria”.

Come mai sei stato l’unico a ritardare il rientro ai box per il cambio gomme?

“Avevo fatto una strategia diversa. Sono restato fuori un giro in più – perché la pioggia non era poi così intensa nel primo settore. È stata una scommessa, dettata dalla situazione in classifica. Il pit-stop è stato molto veloce, e sono ripartito a fianco di Jonathan facendo un ottimo primo giro sul bagnato. A due giri dalla fine ero pronto alla bagarre, ma non c’è stata l’opportunità”.


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