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Melandri-Aprilia: la MotoGP corre sul filo

Albesiano non lo capisce e Marco non capisce lui. Così lo sviluppo procede a rilento. Si cerca una soluzione

Gli addetti ai lavori si domandavano a Losail quanto sarebbe durata fra l'Aprilia e Marco Melandri. Oggi lo sappiamo: sei Gran Premi.

Se da un lato infatti al Mugello Alvaro Bautista, 14º, concludeva la sua miglior gara della stagione in sella alla RS-GP (ma con che tempi? ne parliamo più avanti), Marco Melandri collezionava un altro deludente ultimo posto, chiudendo alle spalle di Karel Abraham nonostante il ceco avesse scontato anche un ride-through per partenza anticipata. Il ritorno del ravennate in MotoGP è stato difficoltoso fin dai primi giri di prova, ma sembra che in Italia sia stato toccato il proverbiale fondo.

La riunione tra le parti in causa – anticipata su queste pagine lunedì scorso – non sembra infatti aver sortito un accordo. Non tutto è perduto, in ogni caso, tanto che ce ne sarà un'altra prima di volare a Barcellona.

Melandri chiede evoluzioni diverse da quelle fin qui portate da Aprilia, indicando il telaio ed il suo baricentro come uno dei problemi. Poi c'è il motore per il quale sembra si proseguirà senza albero controrotante, una scelta adottata dalla maggioranza dei contendenti ad eccezione di Honda, che però pare intenzionata a fare marcia indietro nel prossimo futuro. A Noale invece si è lavorato invece sull’aerodinamica, e voci di corridoio hanno parlato di un Melandri tutt’altro che entusiasta di andare in galleria del vento quando a detta sua le priorità sarebbero altre. Che la RS-GP stia – come per molti versi era prevedibile – attraversando delle difficoltà è abbastanza ovvio. Basti pensare che nel 2013 Aleix Espargaró girò 10 secondi più veloce in gara (42’19.535, ottavo posto) con la “vecchia” ART rispetto a Bautista domenica scorsa (42’29.608, 14º).

È anche evidente che Melandri, con tutti i limiti tecnici del caso, non si è mai nemmeno avvicinato alle prestazioni del compagno di squadra. Come si dice in gergo 'gli è caduta la catena'. Cosa peraltro che gli era già successa in Ducati. Ma Marco è così, dice chi lo conosce bene. Se le cose non funzionano si demoralizza. La questione, però, riguarda il futuro. Quali novità ci sono in cantiere? Entro quali tempi? Come saranno suddivisi i compiti tra i tecnici di Noale e quelli di Fausto Gresini? Al momento infatti non pare che l'Aprilia sfutti l'esperienza del team manager.

A queste domande al momento pare che non ci siano risposte univoche. Ogni indizio raccolto fin qui lascia trapelare una situazione spinosa. Con le dovute proporzioni, ricorda quanto successo alcuni anni fa tra Valentino Rossi e Ducati. Nonostante gli sforzi ingenti del Reparto Corse, la base del progetto non ha consentito di raccogliere i risultati sperati, portando pilota e Casa a scegliere strade diverse: il primo è tornato in Yamaha e la seconda ha ristrutturato completamente l’attività agonistica con l’arrivo di Luigi “Gigi” Dall’Igna.

Ovviamente il tempo ci ha poi detto che in quel caso è stata anche una questione economica. Filippo Preziosi doveva indire una riunione del Consiglio di Amministrazione anche per fare un telaio. Non c'erano abbastanza soldi. E' anche questa la situazione di Aprilia?

Melandri e la casa veneta potrebbero optare per una rescissione anticipata del contratto. Dopotutto, era già successo tra il 33 e Ducati nel 2008, anche se in quel caso il ravennate aveva un biennale. Sembra comunque che Melandri si recherà a Barcellona la prossima settimana, dove parlerà nuovamente con Albesiano & Gresini. Anche qualora si optasse per uno stop, tuttavia, è difficile ipotizzare che il 33 possa tornare in SBK – dove è incline a correre, viste le maggiori possibilità di recitare un ruolo da protagonista – in tempi brevi, a stagione in corso.

“Non sapremmo come gestirlo”, aveva commentato a questo proposito Albesiano, chiamato ad una scelta difficile, forse la più ardua da quando ha preso le redini del Reparto Corse a Noale. Ricordiamo che Aprilia, che pure ha siglato direttamente i contratti con Haslam e Torres, ha unito le forze con Red Devils appunto per rimpolpare l’organico (ricordiamo, per esempio, l'ingresso anticipato in MotoGP e due test team da portare avanti contemporaneamente) tra le derivate di serie.

Una terza moto è sì pronta, ma per Biaggi (in predicato di correre a Misano e Sepang, ma restano da definire alcuni dettagli), e comunque si tratterebbe di una mossa – irripetibile quanto probabilmente assai efficace – di marketing, nulla di più. In altre parole, le strade di Melandri e Aprilia sembrano destinate a dividersi, ma il finale non è ancora stato scritto. In ogni caso, se il ravennate dovesse dire “basta”, potrebbe essere sostituito da Michal Laverty, collaudatore di Noale, nel contratto del quale è presente una clausola proprio per simili evenienze, ma la lista di piloti pronti a saltare sul carro Aprilia, nonostante le prestazioni non da prima fila, è lunga. Sono stati fatti i nomi di Alex De Angelis e di Mattia Pasini. E' stato escluso quello di qualsiasi giovane emergente. Ciò che per alcuni è...fiele, per altri è Nutella.

 

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