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Biaggi e Bayliss, ossigeno per la crisi SBK

Né Troy né Max possono però salvare la categoria. Domande e possibili risposte nel BLOG

Sfortunata la terra che ha bisogno di eroi. Quando lo ha scritto Bertolt Brecht non pensava a Max Biaggi.

Rispondeva invece - attraverso la sua penna - Galileo a chi gli diceva 'Sfortunata la terra che non ha eroi'.

Ora sostituiamo la parola 'terra' con SBK ed il parallelo è chiaro.

LA CRISI SBK - Il mondiale delle derivate di serie è in crisi nera. Non va al di là del suo zoccolo duro. Non penetra, non sfonda. Fuori Troy Bayliss, fuori Max Biaggi non ha saputo creare personaggi. Non lo è stato mai il bravissimo Carlos Checa, né tantomeno lo sono Tom Sykes o Jonathan Rea. Come peraltro mai lo è stato il pianista James Toseland o Sylvain Guintoli. E la conferma diretta ce la da Mediaset che nonostante oggi trasmetta il campionato in chiaro e su un canale di alta visibilità non supera i numeri della MotoGP che può contare su un bacino di telespettatori minore quale è il satellite di Sky.

LA RISPOSTA NEI PERSONAGGI? - Il cuore della Superbike è fermo ed a confermarcelo c'è già stato il ritorno di Troy Bayliss in Australia al posto di Giugliano, un colpo di defibrillatore che non ha risvegliato lo sfortunato paziente, come temiamo non riesca a fare nemmeno l'atteso ritorno del Corsaro a Misano e a Sepang di cui ormai si parla da due anni!

Ci diceva Romano Albesiano il 12 novembre del 2013 su GPone:

"Sì, Max Biaggi potrebbe tornare a fare qualche gara-spot con noi. A lui piacerebbe l'apertura stagionale in Australia, ma è difficile logisticamente. Sarebbe più facile farlo correre a Misano, per esempio. Secondo noi Max è ancora perfettamente in grado di correre da protagonista. Non è stato deciso nulla, ma ci stiamo pensando. Magari nel futuro Biaggi potrebbe essere un perfetto team owner: è un personaggio di alta levatura ed abbiamo bisogno di gente come lui".

RIDIMENSIONATI - Ha ragione Romano: la Superbike ha bisogno di Max, ma di un Max a tempo pieno, di qualcuno capace di smuovere un ambiente sonnacchioso. Di un pilota tosto, a volte scomodo. Ma diciamocelo: sotto questo punto di vista Biaggi ha già dato. Dove sarebbe la novità?

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