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MotoGP, Arrivabene: Ducati? una vittoria e si sblocca

Il Team Prinicipal Ferrari: "tifo per Rossi e la Rossa. Dall'Igna ha fatto ciò che chiedeva Valentino"

Arrivabene: Ducati? una vittoria e si sblocca

Al Mugello, circuito di proprietà della Ferrari, c’è uno spettatore speciale. Maurizio Arrivabene, attuale Team Principal della Rossa in Formula1, è tornato per un weekend al suo vecchio amore. Una visita di piacere, per tifare i piloti italiani e godersi un’atmosfera più genuina di quella delle quattro ruote, e che un po’ gli manca.

Le vecchie passioni non si dimenticano, il Mugello è della Ferrari ed era doveroso essere qui - dice - Faccio il tifo per Valentino è ovvio, lui è la MotoGP, e per la Ducati con cui ho lavorato a lungo. Vedere tre italiani competitivi è stupendo. Mi piace essere tornato a lavorare in Italia”.

Il tifo supera i marchi?

Non è difficile, la passione è per tutti, a prescindere dai colori. Avere due italiani in Ducati è il frutto del nostro lavoro lo scorso anno e rimane solo il pensiero di cosa avrebbe potuto fare Rossi con questa Desmosedici.

Il passo in avanti di Ducati è stato grande.

Dall’Igna ha avuto l’abilità e la capacità tecnica di fare quello che chiedeva Valentino anni fa”.

Ci sta un parallelo con la situazione di Ferrari in Formula1?

Sono due cose diverse, Ducati è assolutamente competitiva per il Mondiale, noi stiamo lavorando per vincere delle gare. A Ducati serve solo una vittoria per sbloccarsi, come un bomber che esplode una volta segnata la prima rete”.

Cosa ti piace della MotoGP?

Vedere il paddock pieno di gente, non capisco certe stupidaggini di volere un paddock esclusivo che poi significa vuoto. Nelle moto il pubblico vive le gare, ci sono tanti giovani. La MotoGP dal punto di vista della comunicazione ha da insegnare alla Formula1, qui c’è così tanta gente che se tiri un sasso non tocca terra”.

In Formula1 c’è troppo distacco?

E’ una questione di atteggiamento, c’è chi crede che più si è distanti dalla gente più si è fighi. Qui al Mugello sono stato a bordo pista, quando vedo passare i piloti dico: quelli sono dei fenomeni e sento la passione del pubblico”.

Per la MotoGP il GP di Italia significa Mugello, in F1 c’è qualche problema con Monza.

Il Gran Premio di Italia è Monza, me ne ricordo sempre quando a Maranello vedo la foto di Enzo Ferrari seduto al bordo di quel circuito. La politica però non è il mio mestiere, la lascio ad altri. Posso dire che però ci sono delle piste che devono essere salvaguardare: in MotoGP Assen, Jerez e il Mugello, in Formula1 Hockenheim, Spa, Silverstone e Monza. Non piace neanche a me andare in circuiti dove ci sono teloni colorati sulle tribune al posto del pubblico. Ripeto, il mio mestiere è quello di fare vincere la Ferrari, non di occuparmi dell’organizzazione commerciale o dei regolamenti”.

A proposito di piloti italiani, stanno crescendo tanti giovani.

Ed è importante, c’è stata la nidiata di spagnoli e ora stiamo tornando. Valentino ha fatto tanto per questo sport ma serve qualcuno che gli dia una mano”.

Passiamo alla passione per la Juventus e la finale di Champions League?

La partita sarà subito dopo le qualifiche del GP del Canada, dovremo posticipare il briefing tecnico per vederla (ride)”.

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