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MotoGP, Iannone: una pole tutta italiana

"E' stato un risultato si squadra. Io come Agostini? mi basterebbe vincere un quarto di quanto ha fatto"

L’ultimo fu Giacomo Agostini nel 1972 a Imola sulla Mv Agusta, Andrea Iannone è riuscito a ripetere l’impresa oggi al Mugello con la Ducati: una pole position tutta italiana per pilota, moto e circuito. Nonostante una spalla fortunata il Maniaco di Vasto ha fatto suo sia il record della pista che quello di velocità in MotoGP (la fotocellula ha letto 350,8 km/h nelle FP3).

E’ stata una giornata incredibile, ho fatto la mia prima pole nel GP di Italia su una moto italiana - esclama - E’ stato un gran giro, avevo davanti Lorenzo ma è successo per caso. Lui era uscito prima di me ma ho fatto un giro di lancio fortissimo, addirittura con il mio miglior crono nel terzo settore e forse lui aveva rallentato. Non ho dubbi: dedico questo primo posto alla Ducati Family, i ragazzi del team hanno lavorato bene, mi hanno dato la carica. Considero la pole un risultato di gruppo. Non era facile pronosticarmi in questa posizione”.

Verrebbe quasi da dimenticarsi della spalla fratturata.

Ma non è così - sottolinea - Non sono al 100%, è difficile gestire questa situazione ma voglio pensare positivo. Mi fa un certo effetto essere paragonato ad Agostini, diciamo che mi andrebbe bene vincere un quarto di quanto ha fatto lui. Ho ancora tanti anni davanti”.

Le emozioni sono tante, ma bisogna pensare alla gara.

Non sono tranquillo - ammette - Lorenzo, Dovizioso, Marquez vanno forte e domani Valentino sarà davanti. Nell’ultimo turno di libere sono riuscito a migliorare il mio passo, ma non sono fisicamente pronto a una battaglia dura. Spero innanzitutto in una bella partenza perché Jorge è molto pericoloso se scatta davanti a tutti”.

I timori sono fondati.

Senza problemi alla spalla potrei essere due o tre decimi più veloce, lo so - continua - Mi manca forza e fatico a essere costante, riesco a fare due o tre giri veloci, poi devo rallentare o commetto qualche errore. Non voglio buttarmi giù, ma solo in qualifica ho dato il massimo. Nelle libere mi tenevo sempre un po’ di margine perché non posso permettermi una caduta. Bisognerebbe guidare con più tranquillità ma non è possibile. Oggi ho fatto delle infiltrazioni, ma non sono servite a nulla”.

Un pronostico è impossibile date le sue condizioni.

Non chiedetemi qual è il mio obiettivo perché non lo so. Se devo pensarne a uno, direi arrivare davanti a Marquez: sarebbe un buon risultato. Non devo pensare al dolore per non partire svataggiato”.

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